Berlusconi: “Io in campo”. Ma Salvini parla da leader

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Silvio Berlusconi in una foto d'archivio.
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Silvio Berlusconi in una foto d’archivio.

 


ROMA. – Un dovere essere in campo per evitare che al governo “vadano gli irresponsabili del Movimento Cinque Stelle”. Silvio Berlusconi ne è convinto ed in ogni occasione riserva l’affondo più duro contro i pentastellati. Ospite di radio 105 l’ex premier spiega i motivi che lo hanno spinto a restare ancora in campo.

Per il Cavaliere infatti i grillini rappresentano “un pericolo più grave” rispetto ai comunisti che lo spinsero ad entrare in politica nel 94: “Sono professionisti della politica, gente che non ha mai lavorato e che farebbe qualsiasi cosa per conquistare un posto sicuro agli ordini di un vecchio comico”.

A contendere la scena all’ex capo del governo però ci pensa Matteo Salvini che non perde occasione per parlare in veste (non ufficiale) da leader della coalizione. Che il segretario della Lega punti al primato nel centrodestra non è più un mistero. Lo dimostra la campagna elettorale a tamburo battente in ogni regione intervallata da uscite istituzionali come la partecipazione per la prima volta alla cerimonia di scambio di auguri tra le alte cariche dello Stato al Quirinale.

Il leader del Carroccio presenterà il nuovo simbolo mettendo in chiaro che l’obiettivo è quello di portare il partito al 20%. “Penso che ci riusciremo”, è la convinzione del segretario della Lega. Prima di parlare di leadership però, nel centrodestra sono diversi i nodi da sciogliere. Salvini rinvia a dopo le feste la riunione con gli alleati sul programma chiarendo però di non aver nessuna intenzione di discutere un punto chiave per il suo partito e cioè l’abolizione della legge Fornero: “Non tratto nemmeno un quarto d’ora” è l’avvertimento inviato agli alleati.

Anche Forza Italia fa sapere lo stesso Cavaliere ha pronto da tempo il suo programma “sufficientemente rock” che ruota intorno alla riforma del fisco e all’introduzione della flat tax. Berlusconi anzi guarda avanti e fa sapere di aver pronti anche dei nomi per la squadra dell’esecutivo: “Persone – mette in chiaro – che non hanno mai fatto politica ma che vengono dal mondo delle professioni”. Un progetto a cui il leader di Forza Italia ha dato anche un nome: governo “dei Cavalieri del lavoro”.

A dividere più che i punti programmatici, su cui tutti sono convinti che alla fine si possa raggiungere una mediazione, sono i confini della coalizione e la presenza di Noi con l’Italia (la cosiddetta quarta gamba). “Noi non facciamo polemiche”, fa sapere Raffaele Fitto, presidente del nuovo soggetto politico il cui obiettivo, spiegano i soci fondatori “è quello di dare stabilità al centrodestra non solo per vincere ma per poter governare”.

Non la pensa così il segretario della Lega: “Non vogliamo imbarcare ‘poltronari’ o riciclati ex Pd a caccia di posti: a questo giro rimarranno giu’ dal treno vincente. Chiederò di firmare un accordo per sancire l’alleanza, con queste condizioni”.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)