Da argini a suolo, 800 milioni contro il dissesto geologico

 


ROMA. – Dalla realizzazione e il rafforzamento degli argini dei fiumi a rischio esondazione alla risistemazione dei corsi d’acqua e dei canali di collegamento, agli interventi per prevenire erosioni costiere o frane. Contro il dissesto geologico arrivano 800 milioni frutto di un accordo tra il ministero dell’Economia e la Banca europea degli investimenti che serviranno a finanziare circa 150 progetti coordinati dal ministero dell’Ambiente.

Il ministero dell’Ambiente firmerà nei prossimi giorni con la Bei il contratto di progetto per il monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi del “Piano nazionale per la prevenzione ed il contrasto del rischio idrogeologico” del Governo. Non solo. Gli 800 milioni approvati copriranno circa il 50% del valore dei progetti previsti entro il 2022 dal citato Piano nazionale.

Un risultato ma anche un impegno per il prossimo esecutivo, come sottolinea il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, “che dà ancora più forza alla sfida cruciale della messa in sicurezza del territorio lanciata dai governi di legislatura”.

La seconda tranche del finanziamento sarà erogata nei primi mesi del 2018. “Il ministero dell’Ambiente, assieme ad ItaliaSicura – aggiunge Galletti – ha interpretato il contrasto al dissesto idrogeologico in una forte discontinuità con un passato di insufficiente programmazione, di burocrazia soffocante che fermava i cantieri, di soldi spesi male o rimasti nei cassetti. Lo abbiamo fatto nella concordia con le istituzioni locali e le parti sociali, con un Piano strategico cui questo nuovo finanziamento della Bei farà fare ulteriori passi avanti”.

Secondo i dati di Legambiente nel 2014 i comuni a rischio per il dissesto idrogeologico in Italia erano 6.633 in Italia per un totale di oltre 6 milioni di cittadini potenzialmente coinvolti. Le regioni che superano il 90% di pericolosità nel proprio territorio sono 13.

(di Monica Paternesi/ANSA)