La Santa Sede all’Onu: “Rispettare il valore universale di Gerusalemme”

"Rispettare il valore universale di Gerusalemme"
“Rispettare il valore universale di Gerusalemme”

 


CITTA’ DEL VATICANO. – La Santa Sede, intervenendo al dibattito Onu su Gerusalemme, ha voluto ricordare “l’obbligo di tutte le Nazioni a rispettare lo storico status quo della Città Santa, in conformità con le relative Risoluzioni dell’Onu” e ha avanzato la richiesta di “una risoluzione pacifica che rispetti la natura di Gerusalemme, la sua sacralità e il suo valore universale”.

Intanto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, in un dialogo con l’ANSA, ha ribadito che “la posizione della Santa Sede rimane quella di sempre, e cioè quella per cui non sono le decisioni unilaterali che serviranno a creare le condizioni per raggiungere una pace stabile in quel territorio e in Terra Santa”.

“Quindi ancora una volta – ha spiegato – noi come metodo chiediamo quello del negoziato diretto, cioè israeliani e palestinesi devono parlarsi faccia a faccia. Naturalmente la comunità internazionale può aiutare e può favorire questo dialogo”.

“Ci sono stati in passato molti tentativi in questo senso e non vanno tralasciati, la comunità internazionale deve sentire questa responsabilità”, ha sottolineato ancora il cardinale segretario di Stato. Quanto al merito, ha continuato Parolin, “noi proponiamo questa soluzione di uno Statuto speciale internazionalmente garantito che permetta la libertà religiosa, quindi l’accesso libero ai luoghi santi da parte dei fedeli delle tre religioni e di tutti i pellegrini”.

La distanza del Vaticano rispetto alla scelta del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostarvi l’ambasciata americana da Tel Aviv è quindi evidente più che mai – proprio nel giorno in cui si è insediata la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti presso la Santa sede, Callista Gingrich -, sottolineando tra l’altro l’isolamento dell’amministrazione Usa dopo che, con 128 voti favorevoli, 35 astenuti e nove contrari, l’assemblea generale dell’Onu ha approvato la mozione che condanna la decisione americana.

La Delegazione della Santa Sede all’Onu ha espresso il suo “apprezzamento agli Stati membri per il loro impegno a scongiurare nuove ondate di violenza e a promuovere il dialogo e i negoziati tra israeliani e palestinesi riguardo il processo di pace e la questione di Gerusalemme”.

Nello stesso tempo, ha ricordato “l’obbligo di tutte le Nazioni a rispettare lo storico status quo della Città Santa, in conformità con le relative Risoluzioni dell’Onu”. “L’identità unica di Gerusalemme, che è di interesse universale – ha rilevato – consiste nella sua particolare natura di città santa, sacra per le tre religioni monoteiste e simbolo per milioni di credenti in tutto il mondo che la considerano la loro ‘capitale spirituale’. Il suo significato va oltre la questione dei confini e questa realtà dovrebbe essere considerata una priorità in ogni negoziato per una soluzione politica”.

La Santa Sede, infine, ha chiesto “una risoluzione pacifica che rispetti la natura di Gerusalemme, la sua sacralità e il suo valore universale”, ribadendo che “solo uno status garantito a livello internazionale possa preservare il suo carattere unico ed essere una garanzia di dialogo e riconciliazione per la pace nella regione”.

(di Fausto Gasparroni e Nina Fabrizio/ANSA)