Call center riconoscibili, stop al telemarketing telefonico aggressivo


ROMA. – Giro di vite sul marketing telefonico. Le chiamate ‘sponsorizzate’ che arrivano sui cellulari in qualsiasi momento della giornata potranno essere respinte iscrivendosi all’apposito registro delle opposizioni (prima limitato ai numeri fissi) o riconoscendo il numero del call center di provenienza, d’ora in poi contraddistinto da uno specifico prefisso.

In Commissione Trasporti del Senato, riunita in sede deliberante, è infatti passato all’unanimità il disegno di legge, primo firmatario Jonny Crosio (Lega), che obbliga a rendere riconoscibili le telefonate che arrivano dai call center. Il provvedimento contro il telemarketing aggressivo, già approvato alla Camera, diventa così legge.

In pratica, tutti i call center dovranno rendere identificabili le proprie chiamate. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, l’Authority per le comunicazioni individuerà “due codici o prefissi specifici atti a identificare e distinguere” in modo inequivocabile le chiamate telefoniche che sono dirette o alle attività statistiche o quelle per fini commerciali. Ed entro 60 giorni i call center dovranno adeguare le loro numerazioni.

Il Senato è intanto impegnato anche nella terza lettura dalla manovra. Dopo aver incassato l’ok della Camera, la legge di bilancio è tornata a palazzo Madama per ricevere il via libera finale entro domani mattina. Nei passaggi parlamentari la manovra lorda, complessiva di tutte le voci di spesa, è lievitata da 26,6 miliardi ad oltre 27 miliardi, mentre quella netta, costituita da risorse non presenti in bilancio e su cui si calcola quindi l’effetto reale sull’indebitamento, è salita dai 20,4 miliardi iniziali a più di 21 miliardi di euro.

Dopo le polemiche sulle coperture e sulle infinite micronorme inserite, il relatore alla Camera, Francesco Boccia, assicura che sono stati garantiti saldi attivi per ogni anno del triennio di programmazione. “Tra le misure che abbiamo inserito in Legge di Bilancio, oltre a quelle di sistema che riguardano tutto il Paese, ci sono quelle mirate che rispondono a problemi che vanno ad incidere direttamente sulla vita di almeno cinque milioni di italiani”, rivendica.

La sintesi dei provvedimenti arriva dal premier Paolo Gentiloni: “incentivi per assumere giovani. Sostegno alle imprese che innovano. Anticipo della pensione per alcune categorie. Risorse per i contratti pubblici. E niente nuove tasse”, spiega su Twitter, rilanciato immediatamente dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che evidenzia come, pur mantenendo il “sentiero stretto”, la politica economica impostata per il prossimo triennio favorirà una crescita “inclusiva”.

Se la manovra permette di eliminare gli aumenti Iva e concede ancora sgravi agli investimenti delle imprese, nel capitolo welfare non va infatti dimenticato il rafforzamento del Rei, il reddito di inclusione attiva, che partirà il primo gennaio.