Timing verso le elezioni, entro gennaio presentazione delle liste

 

 

ROMA. – Lo scioglimento anticipato delle Camere da parte del presidente della Repubblica, atteso per giovedì 28 dicembre dopo la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, farà partire la macchina elettorale. Il decreto di scioglimento fisserà la data delle elezioni che dovrebbero tenersi, con molta probabilità, il prossimo 4 marzo. Ecco la scansione dei tempi e degli adempimenti da qui alla prima riunione delle nuove Camere. La scadenza naturale della XVII legislatura sarebbe caduta il 14 marzo.

LO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE: Avviene con un decreto del presidente della Repubblica. Dovrebbe essere firmato il prossimo 28 dicembre. In base all’articolo 88 della Costituzione, il decreto viene emanato dal Capo dello Stato dopo aver sentito i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Il decreto viene controfirmato dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. L’indizione delle elezioni avviene con un altro decreto.

I SIMBOLI: Vanno depositati dai partiti al Viminale tra la mattina del quarantaquattresimo e le 16 del quarantaduesimo giorno prima del voto.

LE LISTE DI CANDIDATI: Vanno presentate tra la mattina del 35/mo e le 20 del 34/mo giorno prima del voto: dunque a fine gennaio.

I SONDAGGI: Ne è vietata la diffusione nei 15 giorni che precedono il voto. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali la legge vieta a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione, compresa quella relativa all’attività istituzionale dell’ente. Non rientrano, invece, nel divieto le attività di comunicazione istituzionale effettuate in forma impersonale ed indispensabili per assolvere con efficacia le funzioni proprie delle amministrazioni pubbliche.

I COMIZI E LE RIUNIONI DI PROPAGANDA ELETTORALE: Si possono tenere dal trentesimo giorno antecedente la data delle elezioni; sono invece vietati nel giorno precedente e in quelli stabiliti per la consultazione elettorale.

LE NUOVE CAMERE: La prima seduta non deve avvenire oltre venti giorni dalle elezioni: se si voterà il 4 marzo, la prima seduta non potrà dunque essere convocata oltre il 24 di quel mese. Servirà per eleggere i rispettivi presidenti ed uffici di presidenza.

IL NUOVO GOVERNO: Solo dopo l’elezione dei presidenti delle Camere e la costituzione dei gruppi parlamentari (tra due e tre giorni dalla prima seduta) sarà possibile per il presidente della Repubblica avviare le consultazioni per la formazione del nuovo governo che prima di aprile inoltrato, se ci saranno i numeri per una maggioranza, non potrà vedere la luce.

(di Francesco Bongarrà/ANSA)