Ius soli della discordia, sinistra contro Pd e governo

Un momento della fiaccolata per lo Ius soli in piazza Montecitorio a Roma, 20 dicembre 2017. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Un momento della fiaccolata per lo Ius soli in piazza Montecitorio a Roma, 20 dicembre 2017.
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

 

 

ROMA. – Allungare di qualche giorno la Diciassettesima legislatura, giusto il tempo di approvare la legge sullo ius soli. Magari con un ultimo voto di fiducia. A poche ore dallo scioglimento delle Camere la sinistra dem non molla la presa e cavalca la speranza, seppur “esile”, di portare a segno il provvedimento.

Si rivolge direttamente al presidente Mattarella per avere una manciata di giorni in più: “due settimane” chiede il senatore Luigi Manconi al capo dello Stato. Dopo essersi speso con scioperi della fame e iniziative pubbliche per il buon esito dell’iniziativa, Manconi ora accusa il suo partito: “quei 29 senatori assenti dicono che il Pd non ci credeva abbastanza”. Poi non risparmia critiche alla destra: “che ha mobilitato la paura manipolandola”.

Si tratta di una legge, ricorda Gianni Cuperlo, “attesa da 800.000 ragazze e ragazzi che rischiamo di mortificare e deludere ancora una volta. Non lasciamola cadere”.

A poche ore dal previsto scioglimento delle Camere, dunque, lo scontro sullo ius soli prosegue con la minoranza interna che si dice pronta a combattere, Mdp che punta l’indice contro Gentiloni, Sinistra italiana che accusa il partito democratico di “propaganda e ipocrisia”, la Lega Nord che esulta considerando una vittoria il mancato via libera al provvedimento, il centrodestra che accusa il Pd di strumentalizzazione politica, i verdi di Bonelli che si rivolgono al presidente del Senato Grasso per la convocazione della conferenza dei capigruppo “per acquisire la volontà di avviare la discussione”.

Infine il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, chiede formalmente le “scuse da Unicef Italia per l’utilizzo di parole, da lei giudicate, “inopportune” e annuncia che Fratelli d’Italia ha consegnato a Mattarella” 100mila firme per dire no allo ius soli” mentre Radicali italiani invita tutti i cittadini a scrivere sul sito Facebook del Quirinale per rinviare la fine della legislatura.

Ci vorrebbe una pressione da parte del segretario Renzi e del presidente Gentiloni sul capo dello Stato per allungare i tempi della legislatura dicono dall’interno Barbara Pollastrini, vicepresidente del Pd, Gianni Cuperlo e Roberto Cociancich convinti che “la richiesta del partito più grande al Capo dello Stato possa riaprire uno spiraglio”.

Cochiancich invita a riflettere anche sul terrorismo: “Chi oggi predica l’esclusione si rende corresponsabile dell’ingiustizia e della ribellione di domani”. Il presidente dei senatori della Lega Nord Gianmarco Centinaio invece ritiene i leghisti “vincitori morali” e definisce la legge “assurda” e “inutile”. Roberto Calderoli avverte se il governo pone la fiducia, “rischia di essere sfiduciato”. Non ridurre il dibattito “a mera strumentalizzazione politica del Pd” è l’appello di Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc. “Per la terza volta – incalza Alfredo D’Attorre – Gentiloni viene meno alla parola data” e cita come precedenti i Voucher e la legge elettorale.

(di Simonetta Dezi/ANSA)