Banche, relazione finale il 27 gennaio. Partiti divisi sulle colpe

Sen. Casini, presidente della Commissione Banche

 

Sen. Pierferdinando Casini, presidente della Commissione Banche

ROMA. – Entro il 27 gennaio la Commissione d’inchiesta sulle banche presenterà la sua relazione finale sul lavoro svolto, formulando le proposte per tappare quelle falle del sistema che hanno causato i dissesti di questi ultimi anni. Queste proposte costituiranno il nocciolo centrale condiviso dalla maggioranza dei parlamentari, che chiederà lo stop alle “porte girevoli” e l’istituzione di una procura ad hoc anti-frode. Ma, poi, per quanto riguarda l’attribuzione delle responsabilità passate, la strada appare in salita con i partiti divisi su chi addossare le colpe.

L’Ufficio di presidenza della Commissione, presieduto da Pierferdinando Casini, ha impostato il lavoro sul documento finale. “Il clima è stato positivo e speriamo in bene perché credo che davanti a tanti risparmiatori in condizioni di difficoltà, avere un documento che abbia almeno un impianto di soluzione e proposte unitarie sia positivo. Vediamo se ci riusciamo”, ha affermato Casini alla fine della riunione, spiegando la sua strategia per un testo condiviso. Sono anche state fissate le tappe del percorso.

Il prossimo appuntamento dell’Ufficio di presidenza sarà tra l’8 e il 13 gennaio, e in quell’occasione verrà proposta una bozza di relazione del presidente Casini, così come prevede la legge istitutiva della commissione, e verranno esaminati anche gli altri testi.

“La prima esigenza è quella di dare una risposta al mezzo milione di famiglie truffate, imbrogliate dalle loro banche, questo è il nostro primo obiettivo”, ha detto il vicepresidente della Commissione d’inchiesta, Renato Brunetta, sottolineando che “l’incontro è stato positivo, come sono stati positivi tutti i lavori di questa commissione” che “ha lavorato tanto e bene e il pacchetto delle proposte unitarie lo dimostrerà”.

Tra le proposte sul tavolo per arrivare al documento finale condiviso c’è l’istituzione di una procura contro i reati finanziari, la tutela dei risparmiatori, revisione del sistema di vigilanza, norme contro il conflitto d’interesse, norme più stringenti contro le cosiddette porte girevoli “per cui funzionari della Banca d’Italia vanno a fare i consulenti delle banche, ministri, ex ministri, direttori generali del Tesoro vanno a fare i vicepresidenti di grandi banche internazionali con cui avevano avuto a che fare durante il loro periodo al Tesoro”, ha spiegato Brunetta.

Per quanto riguarda invece il passato, “emergono delle differenze”. Infatti “sulle responsabilità molto probabilmente la Commissione si dividerà”, ha affermato sempre Brunetta. “Ciascuna parte politica, ciascun gruppo politico, maggioranza, opposizione spiegherà di chi è stata la colpa e su questo naturalmente non ci potrà essere consenso unanime”, ha detto il Capogruppo di Fi.

La relazione della Commissione d’inchiesta sulle banche, quindi, “avrà una parte comune e condivisa, e alcune parti differenziate”, ha precisato il senatore Andrea Augello di Idea. E in quest’ottica in appendice alla relazione finale, fanno sapere dalla Commissione, dovrebbe esserci quindi “un documento per cercare di scorporare ciò che divide”.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)