Coppa Italia: Milan in semifinale, Cutrone stende l’Inter

Pubblicato il 27 dicembre 2017 da ansa

Patrick Cutrone abbraccia i compagni dopo il gol che porta il Milan in semifinale di Coppa Italia. ANSA/ROBERTO BREGANI

 

MILANO. – Il derby di Coppa Italia può trasformarsi persino in una finale di un Mondiale se in panchina c’è Rino Gattuso. Vincono lui e il Milan che accede alla semifinale, contro la Lazio, grazie a un gol di Patrick Cutrone al 104′. L’Inter va di nuovo ai supplementari dopo la maratona contro il Pordenone chiusa soltanto ai rigori, ma stavolta il finale è diverso e più amaro.

Festa, lacrime e commozione per un Milan finora mortificato e punito. Ma, dalla tombola di Natale, esce il numero 90, quello che porta stampato sulla maglia il vincitore morale del derby di Milano formato Coppa Italia: Antonio Donnarumma, eroe per una volta, portiere per due in serie A, fratello di Gigi, assente fra i pali per infortunio.

Il Milan deve fare a meno di Marco Storari, portiere in seconda, che si fa male nel riscaldamento. Se la ridono il destino e Gigi Raiola, masticano amaro i boss rossoneri, Fassone Mirabelli e Yonghong Li. Il derby non è mai una partita come le altre e quello di Coppa Italia non fa eccezioni.

Un gol annullato dalla Var all’Inter, anzi un autogol di Antonio Donnarumma, pesa sulla bilancia della sfida. Dalla possibile polvere direttamente all’altare: è la parabola del ‘parente povero’, quello da accasare a tutti i costi in una trattativa che scricchiolava già dall’inizio.

Un’Inter senza mordente, effettivamente in calo, un Milan che annaspa ma che tutto sommato fa un po’ meglio dei cugini in una serata senza guizzi e senza magie: l’Oscar come attore protagonista va a Donnarumma che lo condivide con Patrick Cutrone, quello da comparsa invece va a Joao Mario che si prende i fischi di San Siro, esce dal campo e forse anche dall’Inter che potrebbe decidere di cederlo nel mercato di riparazione, quello che non promette nulla di buono ai nerazzurri.

C’è un po’ di malinconia nella serata del derby natalizio che dimostra la tesi di partenza: l’Inter è una squadra che faticherà a centrare la Champions senza rinforzi, il Milan a scalare posizioni in classifica anche se si vede l’impronta battagliera di Gattuso.

Spalletti muove qualche pedina sullo scacchiere, dà tregua a Borja Valero, rifonda la difesa (Ranocchia, Nagatomo Cancelo, Skriniar) e – in avanti – si affida a Icardi con il sostegno di Joao Mario, lento e svogliato. Il cannoniere nerazzurro non illumina San Siro ma Spalletti lo tiene in campo a conferma di una coperta troppo corta.

Sull’altro fronte, si elevano Antonio Donnarumma e Cutrone, con Suso che fa sfoggio di qualità. Il centrocampista impegna più volte Handanovic, attento anche sul colpo di testa di Bonaventura al 19′ su cross di Kessie. Al 24′ l’episodio chiave: Guida consulta la Var e annulla il gol dell’Inter per un fuorigioco di Ranocchia. La decisione salva Donnarumma che aveva trascinato la palla in rete deviandola con il piede sinistro su tiro cross di Perisic. Ranocchia, in piena traiettoria, risulta in fuorigioco attivo.

L’episodio sveglia i rossoneri e al 28′ Handanovic respinge con una mano la conclusione a giro di Suso. Icardi si fa notare solo con un colpo di testa che finisce di poco alto. Dopo l’autogol annullato, Donnarumma sventa due palloni pericolosi sugli sviluppi di due calci d’angolo. Nella ripresa, il portiere rossonero non sbaglia niente e si supera su Joao Mario al 15′: sponda di testa di Icardi per il portoghese che da due passi calcia addosso al portiere, bravo a restare fermo.

Spalletti cambia, inserisce Borja Valero al posto di Joao Mario. Il Milan crea tanto ma gli manca un finalizzatore. Gattuso richiama Kalinic, dolorante dopo un intervento di Skriniar, e rilancia Cutrone, scelta provvidenziale. Al 34′, Suso colpisce la traversa. La partita si sblocca sul finire del primo supplementare, al 104′. Cross di Suso per Cutrone che batte Handanovic di prima intenzione. L’Inter non reagisce, il Milan risorge. Si abbracciano i fratelli Donnarumma, perfetta istantanea di una vittoria che ha il sapore della svolta.

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