Amarcord: Ivan Palazzese il bambino prodigio del motociclismo

Pubblicato il 03 gennaio 2018 da redazione

 

Palazzese

 

CARACAS – In una occasione, il mito del motociclismo Valentino Rossi ha detto: “La moto non è solo un pezzo di ferro, anzi, penso che abbia un’anima perché è una cosa troppo bella per non avere un’anima. La moto è come una bella donna, delle volte è arrabbiata, delle volte ti dà grandi soddisfazioni, ma devi sempre stare attento a non farla arrabbiare”.

Sicuramente, se l’italo-venezuelano Ivan Palazzese, non avesse perso la vita nel 1989, ci direbbe qualcosa di simile.

Il centauro nasce ad Alba Adriatica (Teramo) il 2 gennaio del 1963. Giovanissimo emigra con la famiglia in Venezuela, dove sboccia la sua passione per le motociclette.

Durante la sua carriera, il pilota abruzzese non ha mai nascosto di essere molto scaramantico e non ha mai nascosto la paura di morire in pista. Ma questo timore non ha mai influito nel suo stile di guida, anzi la sua abilità in sella alla moto l’ha catapultato giovanissimo tra i protagonosti del motomondiale con la scuderia creola Venemotos dove aveva come compagno di squadra un certo Carlos Lavado.

A causa dell’età, per il tanto desiderato esordio nel Campionato del Mondo di Motociclismo ha dovuto attendere fino al 1980. L’anno sucessivo, quando lo spagnolo Nieto padroneggiava nel Mondiale, l’italo-venezuelano dimostrava che poteva essere la spina nel fianco del centauro di Zamora. Durante la stagione del 1981, Palazzese chiuse al settimo posto della classifica generale. In questo campionato il miglior risultato fu il secondo posto ottenuto in Sudafrica sulla pista di Jarama soltanto superato da Nieto.

Il suo anno migliore è però il 1982, quando vince due Gran Premi in 125 (Svezia e Finlandia) piazzandosi al terzo posto nella classifica iridata, dietro alle Garelli di Ángel Nieto ed Eugenio Lazzarini. Ma questo giovane puntava in alto, ha gareggiato anche nella 250 cc, qui non ebbe tanta fortuna. Nel quarto di litro sono state tante le cadute, quella che molti tifosi ricordano avvenne sulla pista di Jarama (in quel momento era nelle prime posizioni) e a Monza (durante l’ultimo giro quando stava lottando per la vittoria). Nella gara andata in scena sull’autodormo lombardo l’incidente avvenne dopo uno scontro ‘Sito’ Pons.

Poi, la mancanza di risultati e la difficile convivenza con il connazionale Carlos Lavado costerà a Palazzese il licenziamento dal team Venemotos a metà 1985.

Durante questo periodo di pausa forzata, il campione nato ad Alba Adriatica, é stato coinvolto in un incidente extrasportivo dove rischia anche la vita. Palazzese si avventurò ad aiutare una ragazza che era stata derubata rimanendo ferito da due colpi di pistola.

Fuori dalle piste, Ivan lavorava insieme a suo zio che aveva una ditta di costruzioni. Un giorno quando pensava che la sua storia con le moto fosse finita, riceve una visita di alcuni membri della Yamaha per farlo ritornare nel mondo che lui tanto amava. Nonostante la moto a disposizione non gli permettesse di essere competitivo, dimostrò nuovamente il suo talento attirando l’attenzione dell’Aprila.

Divenuto ufficiale Aprilia per la stagione 1989, il 28 maggio di quell’anno, durante il secondo giro del GP di Germania, ad Hockenheim, si scontra accidentalmente con Fabio Barchitta nel tentativo di evitare l’austriaco Andreas Preining, caduto a causa di un grippaggio.

In questo modo Ivan Palazzese, il ragazzo prodigio che diede filo da torcere a campioni del calibro di Ángel Nieto ed il suo connazionale Carlos Lavado, vedeva sfumare non solo il suo sogno di diventare campione del mondo, ma perse anche la cosa più preziosa: la vita.

Fioravante De Simone

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