Lufthansa si concentra su Alitalia, ma fissa paletti

Alitalia

ROMA. – Lufthansa punta tutto su Alitalia. Sfumata la chance di comprare l’austriaca Niki, la compagnia tedesca intende concentrarsi sull’acquisto dell’aviolionea italiana, per la quale è pronta ad offrire 300 milioni. Ma fissando fin da subito alcuni paletti. Lufthansa vede infatti ancora ostacoli enormi, dal risanamento ai diritti del personale di volo: nodi che la compagnia tedesca intende sciogliere con il Governo italiano prima dell’acquisizione.

A svelare le intenzioni di Lufthansa è il quotidiano economico Handelsblatt, che cita fonti interne alla dirigenza della compagnia tedesca. “Dopo l’uscita dell’affare Niki si sono liberate delle risorse e Alitalia è per Lufthansa un importante obiettivo strategico”, spiega il quotidiano che indica in Harry Hohmeister, 53enne membro del cda e responsabile dei grandi hub di Lufthansa, il responsabile della trattativa per l’acquisizione di Alitalia.

Dal quartier generale di Colonia, tuttavia, si intravedono ancora “ostacoli enormi”: a partire dal risanamento della compagnia italiana in amministrazione straordinaria di cui Lufthansa non intende farsi carico. C’è poi lo scoglio dei diritti del personale di volo: a Lufthansa non piacciono trattamenti come quello di abitare a Roma se si è stazionati a Milano, o di avere il servizio navetta a Milano a spese dell’azienda. Senza la loro eliminazione, spiegano le stesse fonti, una vendita è “difficilmente possibile”.

Infine, un ostacolo di ordine economico: la compagnia metterebbe sul piatto 300 milioni, ma a Roma se ne aspettano 500, evidenzia il quotidiano, che si interroga anche sulla restituzione del prestito ponte, salito a complessivi 900 milioni.

Intanto, Ryanair archivia un 2017 in decisa frenata sul fronte passeggeri per effetto del caos cancellazioni. Nel complesso dell’anno la low cost irlandese ha trasportato 129 milioni di passeggeri, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente (dal +15% del 2016), due milioni in meno rispetto alle previsioni iniziali: a pesare è stato soprattutto il mese di dicembre, con una crescita di appena il 3% a 9,3 milioni, il tasso più basso dal marzo 2014. Per il 2018 il ceo Michael O’Leary ha tagliato le stime di 4 milioni a 138 milioni di passeggeri.

(di Enrica Piovan/ANSA)