La Lorenzin non molla, arriva la “margheritina”

ROMA. – Sarà presentato martedì prossimo il simbolo di Civica Popolare, la lista guidata da Beatrice Lorenzin. E al suo interno ci sarà anche una margherita, che è nel logo di uno dei cinque soggetti che danno vita al nuovo partito. Sì perché non si tratta solo di una lista elettorale ma di un vero partito, che subito dopo le elezioni avvierà la fase costituente con una road map che potrebbe essere annunciata martedì.

Ma c’è stato un nuovo botta e risposta con i liquidatori della Margherita di Rutelli. Il simbolo di Civica Popolare è ancora in fase di limatura, ma l’annuncio da parte di Lorenzo Dellai dell’imminente presentazione, ha fatto capire che si è alle ultime battute. Nel simbolo ci saranno i riferimenti al logo dei cinque soggetti promotori: Ap, Centristi per l’Europa, Italia è Popolare, Idv e Democrazia solidale di Lorenzo Dellai.

Proprio questi porta in dote il simbolo dell’Unione per il Trentino, con una margherita che ha una storia ventennale, visto che nasce nel 1998 con una lista Civica Margherita, a cui si ispirerà il partito di Rutelli nel 2001. Ma le due margherite sono diverse (quella di Delllai, usata in Trentino, ha meno petali di quella di Rutelli) , e lo stesso Dellai ha ribadito di voler usare proprio la sua nel simbolo del nuovo partito, dato che “non può confondersi” con quella di Rutelli. Per di più la “margheritina” era stata già usata alle elezioni del Senato del 2013 senza che nessuno trovasse da ridire. Immediata una nuova diffida dei liquidatori della Margherita di Rutelli.

A quel punto è intervenuta anche la Lorenzin: “Non c’è nessun tentativo furbetto di appropriarsi del simbolo di nessuno. C’è soltanto il rispetto doveroso verso la sensibilità di nuovi compagni di viaggio, che chiedono legittimante di utilizzare ognuno di loro i simboli della propria identità già usati alle precedenti elezioni politiche”. Il tema però è sempre meno giuridico e sempre più politico, come dimostra una frecciata di Dellai a Rutelli: “uno spazio politico non lo si può brevettare”.

Il sospetto è cioè che la querelle legale miri a impedire la nascita di un soggetto politico che occupi l’area che un tempo fu della Margherita di Rutelli. Anche Pierferdinando Casini ha espresso irritazione per la querelle: “Noi abbiamo dato vita con Beatrice Lorenzin alla lista Civica Popolare per parlare delle grandi questioni italiane; dal tema delle nuove povertà a quello ancora insoluto delle grandi crisi industriali, fino alle questioni internazionali”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)