Scuole e sisma: “113 anni per messa in sicurezza”

 

ROMA. – Oltre il 41% delle scuole (15.055) in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi o forti; 992 progetti finanziati in quattro anni tra interventi per adeguamento sismico e nuovi edifici, di cui solo 532, pari al 3,5% del totale, in aree a rischio elevato; il 43,8% degli edifici dei comuni capoluogo che necessita di manutenzione urgente.

Sono alcuni dei dati emersi di recente nella fotografia scattata da Ecosistema Scuola di Legambiente, che tornano d’attualità dopo la sentenza della Cassazione che indica la necessità di procedere al sequestro delle scuole a rischio sismico, anche lieve. Legambiente rilevava che con questi dati, occorrerebbero 113 anni per mettere in sicurezza le scuole nelle aree più fragili del Paese. In base al report, che segnala poche luci e molte ombre nel complesso della qualità del patrimonio edilizio scolastico, quello italiano può definirsi un patrimonio edilizio scolastico storico.

Oltre il 60% degli edifici, infatti, è stato costruito prima del 1976, cioè a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica, e spesso necessita di interventi di manutenzione urgenti (43,8% del campione). Inoltre, risulta ancora carente rispetto alle norme di sicurezza, mancando spesso l’adeguamento alla normativa sismica. Inoltre solo il 12,3% delle scuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica.

L’analisi delle linee di finanziamento degli ultimi quattro anni, mette poi in evidenza che solo il 3,5% degli interventi ha riguardato l’adeguamento sismico delle aree a rischio (532 interventi per 15.055 edifici), con una tempistica tale da permettere il raggiungimento dell’obiettivo sicurezza in quelle aree solo tra 113 anni.

A Messina, per esempio, città in area sismica 1 con 115 edifici scolastici di cui ben 96 risalenti a prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica, la messa in sicurezza complessiva, continuando con gli attuali ritmi (18 interventi in quattro anni), si realizzerebbe nei prossimi 150 anni.

Lo stesso numero di anni che impiegherebbe Roma per realizzare il necessario adeguamento energetico dei suoi edifici scolastici, che già nel 2014 risultavano aver bisogno di manutenzione urgente (nel 36% dei casi) e che oggi dall’efficientamento energetico potrebbe beneficiare enormemente sia in termini di benessere che di risparmio economico.