Crisis humanitaria es prioridad en el proceso de diálogo

Pubblicato il 09 gennaio 2018 da redazione

El primer vicepresidente de la AN, Julio Cesar Reyes, informó que la oposición hará énfasis en la crisis humanitaria durante el proceso de diálogo.

El primer vicepresidente de la AN, Julio Cesar Reyes, informó que la oposición hará énfasis en la crisis humanitaria durante el proceso de diálogo.

CARACAS – El primer vicepresidente de la Asamblea Nacional (AN), Julio Cesar Reyes, informó que la oposición abordará la crisis humanitaria durante el proceso de diálogo. Aseveró que existe una fuerte escasez de alimentos y medicinas en el país.

Reyes espera que se logren “resultados fructíferos” en los próximos dos encuentros. Aseguró que se hará énfasis en la crisis humanitaria ya que “es un punto muy importante en la mesa de negociación en Santo Domingo por parte la representación de la Unidad”.

-Hay una crisis no es verdad que hay un sistema de salud 100%. La salud está en el suelo así como el sistema de bienes y servicios en el país- expresó – El Gobierno no ve eso, no cree eso, ante una realidad que está en la calle- añadió.

Reyes habló sobre las elecciones presidenciales pautadas para este 2018. A su juicio, al país y al gobierno le conviene que haya un proceso electoral justo “basado en la transparencia”.

La reunión pautada para el 11 de enero se realizará sin la presencia de mediadores. Mientras que el día siguiente, 12 de enero, las fuerzas antagónicas realizarán la reunión formal en Santo Domingo, República Dominicana con la presencia de los cancilleres de Chile, México, Bolivia, Nicaragua, San Vicente y Granadina.

También estarán presentes el presidente dominicano, Danilo Medina y el ex mandatario del Gobierno español, José Luis Rodríguez Zapatero.

El diálogo entre ambos sectores políticos inició el pasado 1 de diciembre. No llegaron a ningún acuerdo, por lo que se procedió a la segunda reunión realizada el 15 de diciembre. Ambas partes han asegurado que existe un progreso en la negociación.

Sin embargo, el gobierno de México y Chile participaron sus dudas en seguir con el presente proceso de negociación. Esto se debe a las presuntas medidas tomadas por el gobierno del presidente Nicolás Maduro en las últimas semanas.

“Seguiremos trabajando a través de la Organización de Estados Americanos (OEA) o el Grupo de Lima, creado exprofeso. Seguiremos participando siempre y cuando las condiciones sean idóneas”, expresó el ministro de Relaciones de México, Luis Videgaray.

Los cancilleres de ambos gobiernos advirtieron que las decisiones del mandatario venezolano “no son coherentes” con lo que se ha manifestado en las pasadas reuniones.

Es importante destacar que la Conferencia Episcopal de Venezuela (CEV) ofreció su apoyo al proceso de diálogo pero admitió tener duda acerca de las conversaciones. A su juicio, dichas negociaciones no tiene el apoyo mayoritario del pueblo venezolano.

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