Padoan: “Promesse elettorali credibili, no alle scorciatoie”

 

ROMA. – Pier Carlo Padoan si candida e si vede. Nell’occasione istituzionale per eccellenza, la cerimonia in Senato per il 70/o anniversario della Costituzione con 250 studenti riuniti nell’Aula di Palazzo Madama, il ministro dell’Economia rilegge alcuni articoli della Carta, ma i suoi commenti sono molto meno ‘tecnici’ e decisamente molto più ‘politici’ del solito. Padoan si rivolge ai ragazzi presenti, ma di fatto agli elettori, appellandoli direttamente, in modo insolito per l’ormai definitivamente ex-professore.

“Diffidate di chi vi propone delle scorciatoie”, da chi vi dice “che i problemi sono semplici e che le soluzioni sono a portata di mano”, invita il ministro. La verità è tutt’altra: “i problemi sono complessi perché complessa è la società. Se fate una scelta che produce benefici per alcuni probabilmente dovrete finanziarla con risorse da sottrarre a qualcun altro. Che non sarà contento. La politica economica è fatta di scelte che allocano risorse, magari spostandole da una funzione economica a un’altra. Una scelta di politica economica – insiste Padoan – non è quasi mai neutrale”.

Insomma, come già chiarito dallo stesso ministro, concedere il bonus da 80 euro è stato frutto di una scelta che ha rimandato gli aiuti alle imprese a favore di quelli per i consumatori. “Ogni partito cercherà di conquistare la fetta di consenso la più ampia possibile”, ma attenzione, avverte ancora il ministro, “non tutte le promesse sono realizzabili”.

Abolire, come proposto dal centrodestra, la legge Fornero sarebbe un errore, come già spiegato, costerebbe centinaia di miliardi di euro e a farne le spese, in termini di debito pubblico o di inevitabili ingenti tagli in altri campi, probabilmente servizi pubblici, sarebbero comunque gli italiani.

L’invito ai partiti è quindi quello di formulare “proposte misurabili e credibili” e la rivendicazione del lavoro svolto fin qui è quella di aver stabilizzato il debito, di aver avviato le riforme, di aver intrapreso quel “sentiero stretto” che non significa pessimismo o rinuncia, ma comunque sviluppo, crescita e lavoro.

Il pallino di Padoan resta proprio questo, il lavoro. Nel giorno in cui l’Istat ne certifica un miglioramento, il ministro non si accontenta. L’impegno e gli sforzi fatti hanno portato a risultati importanti, ma per dare attuazione al primo articolo della Costituzione di strada da fare ne resta molta.

Nel recente passato si è creata “una profonda frattura tra insiders e outsiders: tra chi è inserito in un contesto produttivo al quale sono associate garanzie; e chi ne resta ai margini, disoccupato o sotto-occupato e privo di garanzie”. Per questo ora in futuro, tutte le istituzioni repubblicane “devono dare il meglio di sé nello sforzo di moltiplicare le opportunità di lavoro per il maggior numero possibile di cittadini”.