Galantino: “Dai politici serve sussulto di realismo e onestà”

Monsignor Galantino
Monsignor Galantino

 

 

ROMA. – La Chiesa italiana non ha suoi proclami per le elezioni ma chiede ai politici di fare un passo indietro rispetto alla valanga di promesse di questi giorni. “Occorre un sussulto di onestà, realismo e umiltà da parte di coloro che chiedono il nostro voto”, ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino. “Il popolo italiano ha la capacità di distinguere chi vende fumo da chi vuole invece rimettere in cammino il Paese”, ha aggiunto il segretario generale dei vescovi italiani.

“Sicuramente la gente ha bisogno di sentire promesse – ha detto ancora Galantino – ma che siano realizzabili, che abbiano un fondamento. In questo sono d’accordo con il Presidente della Repubblica perché lui è d’accordo con quello che pensa la gente”. Tra i temi che invece dovrebbero vedere impegnati i politici in campagna elettorale, per mons. Galantino ci dovrebbero essere quelli della famiglia e del lavoro, questioni sulle quali “la Chiesa è impegnata da sempre”.

“Servono politiche familiari reali perché una famiglia composta da papà, mamma e figli non deve chiedere scusa di esistere. La denatalità sta diventando un dramma” e per questo occorrono misure concrete anche “nella fiscalità”.

Galantino ha parlato in occasione di una conferenza stampa per la presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si terrà domenica 14 gennaio. E anche il tema dei migranti “purtroppo rischia di essere declassato a merce elettorale”, ha evidenziato lo stesso Galantino. La questione “è così complessa che penso nessuno abbia ricette pronte. Noi diciamo che di sicuro non possiamo girarci dall’altra parte”.

Non è giusto affrontare il tema “in un clima curvaiolo, da tifo da stadio” senza cercare invece le ragioni profonde di un fenomeno che interessa tutto il mondo. Il vescovo poi ha stigmatizzato coloro che “passano il loro tempo ad aspettare la parola sbagliata del Papa” e ha puntato l’indice contro quelle “frange della Chiesa” che non accolgono “tutto il Vangelo, tutto, anche quello in cui c’è scritto ‘Ero forestiero e mi avete accolto'”.

La Chiesa italiana oggi ha colto l’occasione anche per esprimere il suo rammarico per il mancato varo dello ‘ius soli’. “Questo è contro le leggi internazionali perché nessuno può essere apolide”, ha detto il Presidente di Migrantes, mons. Guerino Di Tora. Mentre il direttore della fondazione Cei per i migranti, don Gianni De Robertis, ha fatto notare come “ci sono italiani all’estero che vivono in container, in baracche. Quando il Papa parla di migranti si riferisce anche a questi nostri figli all’estero”.

Poi, citando il cappellano di Migrantes a Londra (la Gran Bretagna resta il primo Paese di destinazione degli italiani che scelgono di emigrare), don De Robertis ha riferito che “ogni mese si registra il suicidio di un italiano” nella capitale inglese.

(di Manuela Tulli/ANSA)