Allarme Moscovici: “In Italia c’è un rischio politico per l’Ue”

Pier Carlo Padoan, Pierre Moscovici e Michel Sapin
Pier Carlo Padoan, Pierre Moscovici e Michel Sapin

 

ROMA. – Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Parigi, ha evidenziato la situazione dell’Italia tra i “rischi politici” all’orizzonte in Europa. “L’Italia – ha detto – si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso. Quale maggioranza – si è chiesto – uscirà dal voto?” di marzo. “Quale programma, quale impegno europeo? In un contesto in cui la situazione economica dell’Italia non è certamente la migliore al livello europeo, felice chi potrà dirlo…”.

Moscovici ha aggiunto che quello italiano è uno scrutinio che segue “da molto vicino”. “Oggi – ha spiegato – è difficile immaginare quale coalizione uscirà dal voto, con quali ambizioni europee, anche se con l’approssimarsi delle elezioni tutti i partiti rivedono il loro posizionamento rispetto all’euro”.

Riferendosi poi alla situazione economica in Europa, alla Grecia, alla Brexit e alla crisi migratoria, Moscovici ha detto: “Credo di poter dire che siamo usciti dall’era delle grandi crisi europee”. “L’Europa ha ripreso colore”, ha aggiunto, sottolineando che ormai la crescita europea supera il 2%, “più degli Stati Uniti”. “L’Europa – ha detto – può contare su una crescita solida e duratura”.

“Credo di poter dire – ha evidenziato – che siamo usciti dall’era delle grandi crisi europee”. “L’Europa ha ripreso colore”, ha aggiunto, sottolineando che ormai la crescita europea supera il 2%, “più degli Stati Uniti”. “L’Europa – ha detto – può contare su una crescita solida e duratura”.

“Possiamo avere fiducia nella ripresa dell’ Italia”, ha insistito, aggiungendo che diverse riforme sono state svolte e altre sono ancora da fare. Ma ha poi ribadito che il principale motivo di preoccupazione è “l’incertezza politica” per le elezioni del 4 marzo.

La proposta di Luigi Di Maio di sfondare il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil “è un controsenso assoluto”, ha aggiunto Moscovici, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Sul piano economico – ha aggiunto – questa riflessione non è pertinente: il tetto del 3% ha un senso molto preciso, quello di evitare che il debito non slitti ulteriormente. Ridurre il deficit – ha martellato il responsabile Ue – significa combattere il debito e combattere il debito significa rilanciare la crescita”.

“Non è un segreto – ha detto Moscovici – che sugli orientamenti europei e le decisioni da prendere sulla zona euro c’è una convergenza di vedute molto chiara con Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan e il governo. Per il resto, questo non significa nulla per quanto riguarda le scelte che faranno gli italiani: la Commissione e io stesso, come d’abitudine, lavoreremo con il governo democraticamente eletto dagli italiani”.

Per Moscovici quello italiano è solo uno dei “tre rischi” che incombono sull’Europa, insieme alle tensioni in Spagna per la crisi con la Catalogna e la formazione di un governo in Germania. “Non credo che siamo passati dall’ombra alla luce e identifico tre rischi che, se dovessero materializzarsi, potrebbero condurre ad elezioni europee più difficili di quanto auspicato”.

“Il primo rischio – avverte il commissario francese – è politico: l’Europa, per sua natura, ha orrore del vuoto ancora più paralizzante dell’assenza di consenso. Non nascondiamoci che la governance di diversi grandi Paesi europei è oggi complicata. L’Italia, che si prepara a delle elezioni incerte: su quale maggioranza, su quale programma europeo sfoceranno? In un contesto in cui la situazione economica del Paese non è la più forte nella zona euro? Felice chi può dirlo oggi…”.

Per lui, c’è poi “il governo spagnolo, oggi minoritario e confrontato alla crisi catalana che è l’archetipo delle crisi regionali in Europa”. Infine, ha concluso, “attendiamo sempre il nuovo governo in Germania ma mi rallegro per l’accordo di principio trovato venerdì. La strada verso un nuovo esecutivo è ancora lunga ma voglio rendere omaggio al senso di responsabilità dei miei amici della Spd. Entrare in una nuova grande coalizione non è facile per loro, dopo risultati che non sono stati tra i più brillanti della loro storia. Ma credo che i social-democratici sanno che la Germania ha bisogno di un governo stabile, che ne sono la chiave e che l’Europa necessiti di una Germania ambiziosa”.

Il commissario per il lavoro Jyrki Katainen, ha dichiarato di non voler interferire nella campagna elettorale italiana perché “è una situazione molto delicata. Spero – ha detto – che l’Italia sia guidata da un governo stabile pro-europeo, e che questo tipo di idee siano sostenute dalla maggioranza degli italiani. Spetta agli italiani – ha concluso – decidere che direzione prendere”.

“Inaccettabile intrusione di un burocrate europeo nelle elezioni italiane. Le politiche di immigrazione incontrollata e di sacrifici economici imposte dall’Europa sono state un disastro e verranno respinte dal libero voto degli italiani, i burocrati di Bruxelles stiano tranquilli”. Così il segretario della Lega e candidato premier Matteo Salvini sulle parole di Moscovici.

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