Al Forum di Davos occhi puntati su Trump

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DAVOS. – “Creare un futuro condiviso in un mondo frammentato” sarà il tema dell’appuntamento dell’elite mondiale a Davos dove è in programma, dal 22 al 26 gennaio prossimi, la 48esima edizione del World Economic Forum. Il richiamo alla cooperazione è ancora più significativo in un momento delicato come questo dal punto di vista geopolitico e in questo senso, assume maggior peso la presenza del presidente degli Stati Uniti nella piccola ed esclusiva località montana della Svizzera.

La novità di quest’edizione è infatti la partecipazione di Donald Trump ai lavori, assieme agli altri 3.000 partecipanti, tra cui 70 capi di stato e di governo (per l’Italia è prevista la presenza del premier Paolo Gentiloni, accanto al francese Emmanuel Macron, alla britannica Theresa May, al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e al presidente indiano Narendra Modi) e 1.600 tra dirigenti di multinazionali e celebrità.

Una nutrita delegazione con il presidente Usa

Trump sarà il secondo presidente Usa ad assistere all’appuntamento annuale di Davos dopo Bill Clinton che partecipò alla conferenza nel 2000. In genere, i presidenti Usa sono stati sempre attenti ad evitare di legare la loro presenza a quella di multimiliardari presenti al Forum (si parla di un gettone di presenza che si aggira sui 20 mila dollari) per non pregiudicare la loro immagine, ma ad esempio Obama mandò in rappresentanza il vicepresidente, Joe Biden, e il suo segretario di Stato, John Kerry. Trump, la cui partecipazione al forum è stata confermata pochi giorni fa dalla Casa Bianca, terrà il suo discorso l’ultimo giorno dell’incontro, il 26.

Con il presidente Usa, ci saranno molti alti funzionari del governo di Trump e dell’amministrazione statunitense, compreso il segretario di stato americano Rex Tillerson, il segretario al commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross, e Il genero di Trump, nonché suo stretto consigliere, Jared Kushner. Tra i leader delle organizzazioni internazionali che arriveranno a Davos ci sono il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), Roberto Azevedo, e l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein.

“Servono nuovi modelli di cooperazione”

Il World Economic Forum sostiene che “l’attuale contesto globale è cambiato radicalmente, poichè le fratture geostrategiche sono riemerse su più fronti con ampie conseguenze politiche, economiche e sociali”. Per questo occorre agire in stretta coollaborazione. Per il fondatore e CEO del Forum, Klaus Schwab, la prima risposta dovrebbe essere rappresentata da nuovi modelli di cooperazione che non siano basati su interessi, ma sul destino dell’umanità nel suo complesso.

Con la programmazione di una serie di panel, l’incontro si concentrerà sulla ricerca di modi per riaffermare la cooperazione internazionale su interessi condivisi cruciali, come la sicurezza internazionale, l’ambiente e l’economia globale. Intanto l’esercito svizzero ha iniziato a prepararsi all’evento con 341 dispositivi di sicurezza militare: 5.000 soldati e ufficiali garantiranno infatti la sicurezza dei partecipanti.

Xi invia il suo consigliere economico

Dopo aver rubato la scena nella scorsa edizione, con il suo discorso antiprotezionista, Xi Jinping invierà il suo principale consigliere economico del presidente, Liu He. Direttore dell’Ufficio del Gruppo Guida Centrale per gli Affari Economici e Finanziari, Liu è anche uno dei vice presidenti della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, l’agenzia del governo che si occupa della pianificazione economica. Liu è stato promosso tra i venticinque membri del Politburo allo scorso Congresso del Partito Comunista Cinese e la decisione di inviarlo a Davos viene vista come un segnale che Liu potrebbe essere nominato vice primo ministro con delega all’economia a marzo prossimo, in occasione dei lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese.

Lo scorso anno, a Davos, prima dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, Xi aveva pronunciato un discorso a difesa della globalizzazione e contro il protezionismo commerciale. Quest’anno, invece, i riflettori saranno puntati sul presidente degli Stati Uniti, da cui è atteso un intervento all’insegna del nazionalismo economico che caratterizza il suo programma. (AGI)

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