Da Padoan allarme giovani. Gentiloni: “Non è tempo di cicale”

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (S) e il ministro dell'Economia e delle Finanze Pietro Carlo Padoan in conferenza stampa. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

ROMA. – Nel fare un “bilancio” sui risultati del governo “ci sono luci e ombre” perché “la disoccupazione è calata ma risulta ancora troppo alta, il numero dei laureati sta crescendo ma è ancora troppo basso” e “ancora troppi giovani lasciano il nostro Paese per migliori opportunità all’estero”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza di Roma. Alla cerimonia presenti, tra gli altri, il ministro della Pa Marianna Madia, il sindaco di Roma Virginia Raggi e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.

Gentiloni: ‘Non dilapidare i risultati’ – I conti pubblici “sono non in ordine ma molto in ordine” la crescita è tornata ed è “stabile” e “dobbiamo partire dalla consapevolezza che questi risultati che sono costati sacrifici” alle famiglie e alle imprese “non possono essere dilapidati, disperderli o dilapidarli sarebbe assolutamente irresponsabile”: lo ha detto il premier, Paolo Gentiloni, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Luiss sottolineando che “non è il tempo delle cicale”.

Per Gentiloni “non è il tempo di scardinare pilastri del nostro sistema pensionistico e fiscale, non è il tempo delle cicale, ma è il tempo della competenza, della serietà e dell’investimento sul futuro”.

“L’Italia attraversa una fase dove è più che mai necessario coraggio e fiducia. Fuori dalla più grande crisi dal dopoguerra, con una crescita stabile”, ha anche detto il premier.

“Quando si parla della prossima fase politica – ha proseguito – guai a dimenticare che uno degli obiettivi” deve essere “passare dalla stabilizzazione e leggerissima” discesa del debito “a una fase di riduzione graduale, sostenibile e significativa del nostro debito pubblico, se ne parla un po’ poco” ma “deve essere uno degli obiettivi fondamentali del nostro paese”.

“Agli interlocutori economici e ai leader stranieri che mi chiedono dell’ instabilità politica- ha aggiunto Gentiloni – io rispondo che sono fiducioso perché l’Italia è da 70 anni fra i grandi Paesi europei il più coerente, il più stabile e i cui fondamentali sono fra i più riconoscibili da parte degli investitori e da parte internazionale. Al cambiamento dei cambi di governo non hanno corrisposto cambiamenti in politica economica e estera e nell’affidabilità per gli investitori. Il che non vuol dire che non ci siano problemi ma è un Paese che merita fiducia”.

Secondo il presidente del Consiglio, “c’è una parte di Italia che corre e una parte che fatica ed è rimasta indietro e se non ci occupiamo anche di questa parte faremo molta fatica a progredire”.