Pil in crescita, su l’occupazione l’inflazione tornerà a risalire

Un'operaio metalmeccanico al lavoro in un'immagine d'archivio. GIORGIO BENVENUTI-ARCHIVIO / ANSA / DC

ROMA. – La Banca d’Italia prevede un traino della domanda interna alla base della crescita del Pil nei prossimi tre anni. Nel bollettino economico si stima una crescita del prodotto dell’1,5% nel 2017 e dell’1,4% nell’anno in corso per poi rallentare all’ 1,2% nel 2019-2020, numeri superiori a quelli del luglio scorso ma poco sotto le previsioni di dicembre. Nel quarto trimestre dello scorso anno il Pil “sarebbe cresciuto attorno allo 0,4%. Si conferma la tendenza favorevole, ma ancora inferiore alla media europea, degli ultimi trimestri.

Cresce occupazione, aumento salari moderato – L’occupazione in Italia ha continuato ad aumentare sia nel terzo trimestre sia, secondo le indicazioni congiunturali più recenti, negli ultimi mesi dello scorso anno. Secondo Bankitalia, sono cresciute anche le ore lavorate per occupato. Queste si mantengono tuttavia ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro nei mesi estivi il tasso di disoccupazione si è mantenuto stabile, all’11,2%. La crescita dell’occupazione si è infatti accompagnata a un’espansione della partecipazione al mercato del lavoro, guidata dalla riduzione del numero di scoraggiati. Per quanto riguarda la dinamica salariale, rileva il bollettino, resta moderata anche se, sulla base dei contratti di lavoro rinnovati nella seconda metà dello scorso anno, mostra alcuni segnali di ripresa.

Inflazione 2018 a 1,1%, risale anni successivi – L’inflazione “scenderebbe temporaneamente quest’anno e tornerebbe poi a salire in modo graduale. La proiezione di una flessione nel 2018 (all’1,1% in media d’anno) è riconducibile soprattutto all’esaurirsi dell’effetto del rincaro dei beni energetici e alimentari avvenuto all’inizio del 2017”. “Nel prossimo biennio – afferma – i prezzi tornerebbero a salire dell’1,5% in media annua, riflettendo un progressivo rafforzamento della crescita delle retribuzioni”.

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