Le FANB condannano le sanzioni dell’Ue

 

Le Forze Armate Nazionali Bolivariane hanno rifiutato le sanzioni ai funzionari venezuelani.
Le Forze Armate Nazionali Bolivariane hanno rifiutato le sanzioni ai funzionari venezuelani.

CARACAS.- Il Canadà favorisce la politica delle sanzioni imposte a paesi considerati antidemocratici. E purtroppo, secondo i canadesi, il Venezuela potrebbe essere uno di loro. Quindi, seguendo la loro linea d’azione, il Dipartimento di Politica Estera del governo del Canada ha applaudito la decisione presa dalla UE di sanzionare sette alti funzionati venezuelani.

I canadesi hanno twittato che la comunità internazionale non tollererà più gli abusi commessi dal governo di Nicolás Maduro.  Inoltre, nero su bianco, hanno pure sottolineato la difesa della democrazia e dei diritti umani in Venezuela e nel mondo.

Le sanzioni per le FANB sono “una intromissione”

Mentre la comunità internazionale occidentale inizia a reagire a favore delle misure punitive prese dell’Europa, nel paese si alzano le voci contro.

Le Forze Armate Nazionali Bolivariane hanno rifiutato le sanzioni ai funzionari venezuelani. E c’era da aspettarselo anche perché tra i sanzionati ci sono due militari di alto rango: l’ex comandante della Guardia Nacional Bolivariana, Antonio José Benavides e Néstor Reverol, Ministro degli Interni e Giustizia. Ambedue militari di alto rango.

Secondo le FANB, l’imposizione delle misure punitive è un atto di intromissione negli affari interni del paese. E sospettano che siano state dettate sotto istruzione americana.

Nel comunicato, firmato dal Ministro della Difesa Vladimir Padrino López, si legge:

“È un altro deplorevole atto di intromissione che quell’organismo internazionale porta avanti, seguendo le istruzioni del governo degli Stati Uniti.”

Inoltre, contrariamente a quanto suggerito dal Ministro Degli Esteri spagnolo a Bruxelles, le FANB credono che le sanzioni non aiuteranno il processo del dialogo ma invece lo ostacoleranno.

Il comunicato sottolinea pure che con queste misure “si stanno violando le norme elementari del diritto internazionale e dei diritti umani che la UE stessa dice di voler difendere.”