Repressione in Venezuela esaminata all’Aja

El CPI no intervendría con un proceso en ningún país en caso de existir una investigación genuina en las instancias judiciales locales
El CPI no intervendría con un proceso en ningún país en caso de existir una investigación genuina en las instancias judiciales locales

CARACAS – La procura della Corte Penale Internazionale ha accettato di iniziare ad esaminare in maniera preliminare i fatti di repressione accaduti in Venezuela nel 2017. Tra aprile ad agosto dell’anno scorso, il paese ha vissuto una serie di proteste e manifestazioni di strada che sono state represse dalle forze dell’ordine.

Le proteste si sono succedute a partire dalla decisione del Tribunale Supremo di Giustizia di estromettere la legittima Assemblea Nazionale, conformata per la stragrande maggioranza dall’opposizione.

Secondo il comunicato della procura della CPI, le indagini preliminari si eseguiranno sull’uso eccessivo della forza da parte degli organismi di sicurezza dello stato durante le manifestazioni dell’anno scorso. Inoltre, si vuole abbordare il problema delle detenzioni e le carcerazioni di migliaia di oppositori, alcuni dei quali assicurano di essere stati sommessi ad abusi intollerabili e gravi.

Comunque, la Corte riconosce anche che una certa violenza è stata generata dagli stessi manifestanti, visto che ci sono stati decessi di alcuni membri delle forze di sicurezza.

L’esame preliminare della CPI

La CPI ha chiarito che questa fase non rappresenta un esame approfondito della situazione. L’indagine preliminare è il processo per il quale si esamina tutta l’informazione disponibile per determinare se esistono veramente argomenti ragionevoli per procedere ad una indagine vera e propria.

Interessante è notare che la Corte Penale Internazionale è un organismo al quale si accudisce come ultimo ricorso per risolvere una situazione considerata non chiarita nel paese di origine. La CPI interviene soltanto quando i casi non si risolvono perché le indagini non si sono fatte a dovere e in modo giusto.

Un esame preliminare non ha un tempo stabilito e generalmente i tempi di risoluzione sono lunghi perché è necessario studiare i fatti e le circostanze. Dopodiché la CPI decide se continuare con una indagine approfondita o rifiutare la richiesta.