Paco Giommi dallo spazio alla terra

NEW YORK. – Con una fantasia senza limiti e gran fervore letterario, l’italo-venezuelano Paco Giommi ha presentato il suo secondo libro “Viaje a Tetios, escala planeta Tierra” in uno degli angoli più amati dai venezuelani di New York: El Cocotero. Presentato dalla curatrice d’arte e attivista sociale Chely de Pablos, tra sapori e profumi venezuelani offerti da Lucho Quintero, proprietario di El Cocotero, vari amici si sono riuniti per brindare con Giommi al suo nuovo lavoro letterario.

Dopo aver trascorso lunghi periodi in Italia, dove ha conseguito la laurea in Economia presso l’Università di Bologna, a Caracas dove ha esercitato la sua professione di economista e ha seguito l’attività familiare dei negozi di abbigliamento Carnaby, all’inizio degli anni ‘90 Giommi si è trasferito con la moglie a New York. Qui ha aperto un negozio di pelletteria nella Quinta Avenida, con i prodotti dello stilista italiano Piero Guidi, e qui è nato il suo unico figlio.

Un divorzio e la nostalgia di casa lo hanno fatto tornare in Venezuela, e precisamente nell’isola della Tortuga, luogo incantevole in cui ha trovato rifugio grazie all’offerta di un’amica che ha messo a sua disposizione la “posada” costruita nel rispetto dell’ambiente di questa bellissima isola. Lì a contatto con la natura e la semplice vita dei marinai Giommi ha incominciato a scrivere. E non si è più fermato. Come un fiume in piena le parole hanno riempito pagine e pagine mostrando a Giommi un aspetto di sé stesso a lungo represso che finalmente emergeva con un entusiasmo e una passione inimmaginabili.

– Mia sorella, dopo aver letto le prime pagine, mi ha spronato ad andare avanti e solo molto tempo dopo ho incominciato a guardarmi intorno per esplorare la possibilità di pubblicare.

 

Ora Giommi ha al suo attivo già due romanzi pubblicati, El consejo X, e “Viaje a Tetios, escala planeta Tierra” e sta lavorando su altri.

Lettore instancabile di libri diversi Giommi confessa la sua ammirazione infinita verso Umberto Eco e anche il piacere di rileggere classici come La Divina Commedia, l’Odissea o l’Iliade che aveva studiato a scuola e che oggi riprende con occhi ben diversi.

“Viaje a Tetios, escala planeta Tierra” secondo di una trilogia, è un libro che unisce suspense con fantascienza. Con uno stile piacevole, semplice, Giommi ha costruito una critica feroce al consumismo che diventa ancora più spietato all’interno delle case farmaceutiche. Il suo protagonista, Gregory, ex milionario travolto dal crack di Wall Street, tra cocaina e depressione finisce in miseria e diventa uno dei tanti senzatetto che popolano le strade e le metropolitane di New York. Per vivere accetta di fungere da cavia per testare un medicamento. Un omicidio complica la vicenda e…

Ma il libro che potrebbe sembrare unicamente un giallo scivola verso la fantascienza quando irrompono gli eitiani, un popolo fatto di persone minuscole che vivevano in acqua all’interno di una comunità “perfetta”, senza guerre, egoismi, corruzione, ma che devono abbandonare il loro pianeta che si sta congelando. Per viaggiare usano l’energia dei buchi neri ma hanno bisogno di una pausa intermedia. La Terra con la sua grande quantità d’acqua è un’ottima fermata.

Arrivano agli albori dell’umanità e seguono i passi dell’essere umano dai tempi delle caverne fino all’epoca attuale. Hanno la capacità di inserirsi nel corpo di un umano e condividere la sua vita che è molto più corta della propria. Potrebbero anche interferire sulle loro decisioni ma preferiscono limitarsi ad alcuni suggerimenti volti a migliorarne la vita. Grazie a loro nascono i grandi messia, Cristo, Maometto, Budda e i grandi scienziati come Leonardo, Newton e più avanti Einstein e molti altri.

Ma sembra impossibile costruire sulla terra una società giusta e perfetta come la propria giacché l’essere umano sembra incapace di evitare mali come le guerre, l’ambizione, la corruzione.

Paco Giommi continua a vivere in Venezuela anche se non più sull’isola della Tortuga.

– Purtroppo circa 4 anni fa il governo ha buttato giù le case che erano lì, ha costruito una grande pista d’atterraggio in sostituzione di quella vecchia molto più piccola fatta di sabbia battuta, creando grandi danni all’ecosistema dell’isola, e ha proibito l’accesso dei cittadini durante la settimana. Si può andare solamente nei fine settimana e dormire in tenda.

 

Nonostante tutto crede nel paese e tra i suoi progetti futuri c’è quello di portare i libri venezuelani nelle Fiere internazionali, in particolare in quella di Buenos Aires.

La scrittura continua ad essere la sua grande e fedele compagna di vita. A metà di quest’anno pubblicherà il suo terzo libro. Lo aspettiamo per continuare a viaggiare con lui dallo spazio alla terra.

di Mariza Bafile