Influenza sfiora i sette milioni, undici morti tra i bambini

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ROMA. – Sono quasi 7 milioni, in Italia, le persone colpite da influenza. Il virus batte in ritirata ma il conteggio delle vittime è ogni settimana più pesante. Da settembre ad oggi sono 112 le persone decedute a seguito del contagio, e tra questi si contano anche 11 bambini sotto i 14 anni e 2 donne in gravidanza. Mentre 588 sono stati i casi gravi ricoverati in terapia intensiva.

Ad aggiornare i dati è l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), nei bollettini settimanali Influnet e Flunews. In base ai dati di sorveglianza epidemiologica inviati dai 780 medici sentinella, dopo il picco raggiunto nella seconda settimana di gennaio, si ‘allenta’ un po’ la morsa dell’influenza.

Il numero dei casi continua a calare, soprattutto tra i bambini, anche se il livello di incidenza rimane di ‘media’ intensità con 8,8 casi per mille assistiti. Complessivamente il numero di allettati da inizio stagione tocca quota 6,7 milioni, di cui 534mila nell’ultima settimana (in quella precedente erano stati 649mila). Dati superiori alle aspettative e che permettono di dire agli esperti dell’Iss che questa stagione influenzale è paragonabile a quella del 2004-2005.

Ma nell’ultima settimana, la sesta del 2018, sono stati segnalati anche 12 casi gravi e un decesso. Cifre che portano a 588 le persone finite in terapia intensiva e a 112 i decessi. E il virus non risparmia le donne in gravidanza, per le quali la vaccinazione è raccomandata a partire dal secondo trimestre e permette anche di proteggere il nascituro fino ai 6 mesi: 12 sono state finora quelle colpite, di cui due decedute.

Quanto agli undici bambini e ragazzi con meno di 14 anni morti, presentavano tutti condizioni di rischio. Diversamente dallo scorso anno, i livelli della mortalità negli over 65enni sono invece al di sotto dell’atteso. Sono però, precisano gli esperti, tutti numeri sottostimati perché riguardano solo i casi in cui l’influenza è stata confermata da esame di laboratorio.

Spesso sottovalutata, l’influenza uccide principalmente perché può provocare una polmonite virale primaria, ovvero il virus influenzale arriva direttamente ai polmoni, e può essere letale, soprattutto per persone che presentano condizioni di rischio preesistenti, come patologie cardiache e malattie respiratorie croniche. Ma può anche uccidere per le conseguenze che provoca, ovvero indebolisce l’organismo rendendolo più esposto a infezioni batteriche secondarie, come la ‘classica’ polmonite da pneumococco.

La vaccinazione, spiegano gli esperti dell’Iss, salva la vita, perché seppure il vaccino non sempre evita il contagio, comunque ne previene le forme più severe. Intanto, a contare le vite salvate in Italia grazie alla vaccinazioni è uno studio del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, pubblicato sulla rivista Vaccine.

Sono 4 milioni i casi di malattia e migliaia le morti evitate in 115 anni in Italia, grazie alle 10 principali vaccinazioni introdotte tra il 1900 e il 2015, ovvero difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella e meningococco.