Secondo lo storico Nicola Tranfaglia: “I rigurgiti violenti? Educare i giovani”

ROMA. – L'”insufficiente acculturazione dei giovani”, “la disinvoltura di alcuni esponenti politici ad affrontare certe materie” e “la difficoltà delle forze dell’ordine ad intervenire in tempo”. Secondo lo storico Nicola Tranfaglia sono queste le principali cause del rigurgito di violenza a cui stiamo assistendo che ha portato in questi giorni a veder imbrattata la lapide commemorativa di Aldo Moro in via Stresa, a Roma, all’aggressione di un esponente di Forza nuova a Palermo e di un militante di potere al popolo a Perugia.

“Ho la sensazione che, da una parte, ci siano dei problemi che nascono dal fatto che abbiamo dei giovani che non hanno avuto una acculturazione sufficiente e questo li spinge a usare violenza. E, dall’altra, c’è un rigurgito di violenza e di parole razziste, come è accaduto con il candidato del centrodestra in Lombardia, il leghista Attilio Fontana, che ha parlato di razze, usando parole che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire” dice all’ANSA Tranfaglia, docente universitario per 40 anni e impegnato anche in politica.

“Sotto la cenere ci sono, in qualche modo, delle possibilità di aiutarla questa violenza invece di fermarla in ogni modo” aggiunge lo storico. “Si producono queste cose terribili, o si mettono in campo azioni che portano all’assassinio o all’uccisione, come nei recenti casi dello squilibrato che ha sparato contro persone di colore, a Macerata, o della sparatoria in una scuola della Florida. Con la globalizzazione queste cose avvengono ovunque” spiega Tranfaglia e fa notare che ormai “gli avversari vengono considerati nemici. Anche questa campagna elettorale ci porta a questa terribile tentazione che provoca un grande imbarbarimento”.

Per lo storico bisogna dunque “influire sulle istituzioni educative, con mola attenzione alla formazione dei giovani da parte degli insegnanti. E c’è anche la necessità di intervenire in tempo contro queste azioni che non possono che influire negativamente sulla società di cui facciamo parte” afferma.

“Siamo in un periodo di crisi. La tecnologia è andata molto avanti e i mutamenti tecnologi da cui siamo attratti influenzano la nostra vita” sottolinea Tranfaglia.

(di Mauretta Capuano/ANSA)