Europa League: Milan agli ottavi, si allunga l’orizzonte Gattuso

Fabio Borini dopo il gol, festeggiato dal gruppo. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

MILANO. – Si allungano l’orizzonte del Milan in Europa League e quello di Gattuso sulla panchina rossonera. Dopo il 3-0 in casa del Ludogorets, a San Siro senza troppi patemi e con un gol di Borini arriva la qualificazione agli ottavi (8-15 marzo) contro l’avversario che uscirà dall’urna di Nyon. Può capitare anche la Lazio e sono quasi tutti temibili, fra Arsenal, le tedesche Lipsia e Borussia, le spagnole Atletico Madrid e Atletico Bilbao, le russe Cska, Lokomotiv Mosca e Zenit, le francesi Lione e Marsiglia, ma anche Dinamo Kiev, Sporting Lisbona, Plzen, e Salisburgo.

Intanto, alla vigilia di una settimana chiave per il Milan (Roma, semifinale di coppa Italia con la Lazio e derby) Gattuso incassa un nuovo attestato di fiducia da parte della società, che ha il sapore della conferma per l’anno prossimo. “Non immagino un Milan senza Gattuso”, ha detto poco prima della partita il ds Mirabelli, definendo l’ex mediano “un allenatore nato grande” e chiarendo di non averlo mai definito un traghettatore.

Lo status in realtà è cambiato di partita in partita e dopo 11 risultati utili di fila è facile pensare che prima o poi verrà ritoccato il contratto dell’allenatore, che già dura fino al 2019 ma è il meno costoso della Serie A. “Lavorando dal primo giorno – ha aggiunto Mirabelli – potrebbe dare ancor di più alla squadra”.

In tre mesi l’ha rigenerata, le ha dato anima, identità e ordine tattico, martellando i giocatori in allenamento e partita. Anche in una sfida sostanzialmente senza storia come quella con il Ludogorets, Gattuso non si è placato un attimo davanti alla stessa panchina teatro sette anni fa della zuffa con Joe Jordan, nell’ultima apparizione europea a San Siro dell’ex mediano.

Molte osservazioni sono per André Silva, che non sfrutta la chance da titolare. Il portoghese è osservato speciale, “l’unico che manca all’appello” in questa stagione, ammette Mirabelli. E non risponde presente nemmeno questa volta, prolungando l’astinenza da gol che dura dal 23 novembre. Nella sua partita c’è una sponda di petto nel vuoto, un colpo di tacco per liberare la propria area, un tiro in porta non temibile, qualche dribbling senza profitto e poco altro.

E’ impietoso il confronto con Cutrone, per una sera adattato da esterno del tridente: sempre nel vivo dell’azione, pronto a rincorrere ogni pallone, il ventenne di Como al 21′ si inventa anche l’assist per il quarto gol stagionale di Borini. Nel turnover rossonero, delude anche Locatelli da regista, mentre si fa trovare pronto nell’unica occasione pericolosa del Ludogorets Antonio Donnarumma, di nuovo in porta dopo le prodezze nel derby di fine dicembre.

Gattuso risparmia l’ultima mezzora a Kessie e Cutrone, dando spazio a Mauri e Kalinic, che non ha combinato granché ma subendo falli si è reso più utile di André Silva.