Wall Street “scarica” le armi, tonfo produttori pistole

EPA/ANDREW GOMBERT

NEW YORK. – Wall Street inizia a scaricare i produttori di armi: con il movimento #BoycottNra che prende slancio e una stretta sui controlli piu’ vicina, molti big cedono alle pressioni dei clienti e prendono le distanze dai produttori di pistole e fucili causandone un tonfo in borsa. Il colosso Sturm Ruger perde così il 3,9% a 47,05 dollari per azione, ai minimi degli ultimi cinque mesi. American Outdoor Brands, l’ex Smith & Wesson, cede il 4,4% e crolla al livello più basso da quattro anni. Vista Outdoor arretra dell’1%.

Cali pesanti che riflettono l’acceso dibattito in corso sulle armi e la stretta che si profila all’orizzonte. In Florida, dove si è consumata l’ultima strage in un liceo, il governatore repubblicano Rick Scott annuncia di voler vietare gli acquisti e le vendite di ‘bump-stock’, il dispositivo che potenzia le armi semi-automatiche, e di voler imporre limiti di età per gli acquisti.

Misure dure per rispondere alla rabbia di studenti e genitori e soprattutto alle pressioni del movimento #BoycottNra che, dopo il successo #MeToo, sta monopolizzando il dibattito. La Nation Rifle Association, la potente lobby delle armi, è così messa all’angolo nonostante l’elevato numero di suoi sostenitori.

A scaricarla sono la First National Bank di Omaha, la maggiore banca privata americana, che ha annullato l’accordo per l’emissione di carte di credito per l’associazione. Ma anche la società di autonoleggio Enterprise, che disdice la partnership con la quale offriva sconti ai membri della Nra, e le assicurazioni Chubb.

L’elenco delle aziende che voltano le spalle alla lobby si allunga con il passare delle ore e include Metlife, il colosso del software Symantec e Nortorn Antivirus. BlackRock annuncia invece di aver avviato una revisione per eliminare le società legate alle armi dai portafogli di investimento dei clienti che non vogliono investirvi.