Renzi di sinistra con Anpi, Emiliano apre a governo M5s

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ROMA. – Pd e Leu saranno insieme domani alla manifestazione antifascista dell’Anpi, ma gli indirizzi comuni sembrano finire qui. Anzi, i due sembrano in concorrenza anche su questo piano e nessuno vuol lasciare all’altro uno degli aspetti fondanti della sinistra italiana, anche perché tanto Leu quanto i Dem sono alla ricerca dei voti degli indecisi e dei delusi di sinistra.

Intanto Matteo Renzi deve guardarsi anche dalla concorrenza interna con Michele Emiliano che ha lanciato l’ipotesi dell’appoggio ad un governo M5s da parte di un Pd “derenzizzato”, scenario che spinge Pietro Grasso a lanciare il cantiere della sinistra subito dopo il voto, mentre invece Mdp vorrebbe anticipare il congresso di Leu per fissare subito un punto fermo.

Il Pd aveva già preannunciato l’adesione alla manifestazione dell’Anpi di domani. In mattinata è arrivato l’annuncio della presenza di Matteo Renzi, oltre a Andrea Orlando e ai leader delle altre aree Dem, e non si può escludere la presenza del premier Paolo Gentiloni. Oltre ai valori dell’antifascismo la partecipazione dei vertici del Pd a fianco dell’Anpi può coprire il fianco sinistro in vista delle urne a maggior ragione dopo il forfait alla manifestazione di Macerata.

Nella e-mail agli iscritti del partito, Renzi ha affermato che per il Pd “è a portata di mano” il primo posto: “Per la prima volta dopo mesi di polemiche tutta la squadra del Pd è in campo e sta lavorando unita, remando insieme nella stessa direzione”.

La e-news non fa in tempo ad essere recapitata che viene smentita da Michele Emiliano: “Se Mattarella dovesse dare l’incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perchè il Pd sostenga il M5s nella formazione del governo”. Uno scenario plausibile solo nel caso in cui il primo partito fosse M5s, e il Pd andasse così male da mettere in discussione Renzi, che di certo non si accoderebbe mai a un esecutivo Pentastellato. Anche se è un dato che le liste vedranno comunque una presenza maggioritaria di eletti ‘fedelissimi’ del segretario.

L’esternazione del governatore pugliese è rivolta al resto della minoranza Dem, che però ha accolto con gelo le sue parole. Un risultato cattivo del Pd significherebbe anche meno eletti delle correnti di minoranza. Le parole di Emiliano, oltre ai dirigenti M5s, ha destato interesse in Leu come dimostra l’uscita di Pietro Grasso: “Dal 5 marzo costituiremo il partito della sinistra”; e alla domanda su chi saranno i partner, Grasso ha replicato con un “vedremo”.

Insomma, nel caso di uno scenario prefigurato da Emiliano di un Pd in caduta e “derenzizzato”, il cantiere della sinistra si aprirebbe ai Dem. Ma dentro Leu Mdp con Francesco Laforgia lancia l’idea di un congresso fondativo “il 4 marzo”, cioè prima del voto. Meglio affrontare un possibile cantiere che includa anche il Pd, è il ragionamento di Mdp, strutturando prima il partito che si confronterebbe con i Dem. Idea che lascia freddi i dirigenti di Sinistra Italiana che preferiscono attendere l’esito delle urne.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)