Gentiloni a Bruxelles: “Ue unita per battere i populisti”

Gentiloni con Merkel e Macron.

BRUXELLES. – Formalmente l’incidente diplomatico tra Juncker e il Governo italiano è chiuso, e a darne plastica rappresentazione è l’abbraccio davanti alle telecamere di Bruxelles tra il presidente della Commissione e il premier Paolo Gentiloni. Il quale volta pagina e torna a parlare di Europa: assieme al presidente Macron e alla cancelliera Merkel plaude al lavoro comune su immigrazione e sicurezza, “il modo migliore per lavorare insieme e battere le posizioni populiste e antieuropee”.

Ma l’uscita del lussemburghese sulle elezioni italiane pesa sullo spread anche oggi, e il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani torna sulla questione, schierandosi al fianco del Paese durante la conferenza stampa del vertice europeo: “Bisogna lasciare gli italiani liberi di decidere. Sono convinto che si daranno un governo stabile. Mai sottovalutare l’intelligenza del popolo italiano”.

Intanto Juncker prova a fare retromarcia, puntando sull’equivoco. “Quello che ho detto è stato completamente frainteso, come Commissione pensiamo che dopo le elezioni ci sarà un Governo che potrà lavorare, non sono preoccupato” per l’Italia, ha detto il presidente della Commissione europea rispondendo ai giornalisti prima di entrare alla riunione informale dei leader Ue, e vedere Gentiloni per la seconda volta nella giornata.

La ‘pace’ era già fatta al mattino, durante il primo incontro alla conferenza dedicata al Sahel. “Mi sembra che Juncker abbia già chiarito ieri, con la sua dichiarazione, la realtà e le sue posizioni”, aveva detto Gentiloni di prima mattina dopo il summit dei leader socialisti.

Altri, nel Governo, erano intervenuti per dichiarare chiusa la questione, come il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che ha “apprezzato la correzione” di Juncker arrivata qualche ora dopo la ‘gaffe’ sul voto italiano. La questione è chiusa anche per Tajani, visto che secondo lui “ha chiarito la sua posizione”. Però non risparmia le frecciatine al collega del Ppe. E a margine della giornata europea dell’industria spiega di essere lì ad occuparsi “di questioni europee”, mentre “il presidente Juncker non c’è, forse è troppo impegnato a seguire la campagna elettorale in Italia…”.

L’ingresso a gamba tesa di un rappresentate di peso dell’Ue non è stata gradita da nessuno degli attori della campagna elettorale italiana: da Giorgia Meloni a Matteo Salvini, da Laura Boldrini a Pietro Grasso. Anche se il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi minimizza: “Non mi sembra che abbia detto una cosa fuori luogo”, ma solo “di sperare che l’Italia si dia una maggioranza e un Governo. E in effetti la situazione peggiore è che il voto non porti a una maggioranza e si debba ritornare subito a votare”.

Intanto Tajani allontana le voci insistenti di un suo imminente trasferimento a Roma: “Sono impegnato al 100% a fare il presidente del Parlamento Ue e non partecipo alla campagna elettorale. Se poi il leader della mia forza politica ha parole lusinghiere nei miei confronti non posso che ringraziarlo”, ha risposto a chi gli chiedeva quali fossero le sue prospettive politiche in Italia. Scherzando poi con chi gli domandava se quello di oggi fosse il suo ultimo vertice europeo: “Spero di vivere anche fino al prossimo!”.

Gentiloni invece, in un vertice interlocutorio sia sul bilancio che sul futuro delle istituzioni, si è dedicato al lavoro comune con Parigi e Berlino. Italia, Francia e Germania stanno condividendo una “leadership europea sui temi migratori e giocano un ruolo di traino in questa fase delicata di transizione per l’Unione europea”, ha detto lasciando il Consiglio in anticipo, per la “necessità di tornare in Italia, dove ferve l’attività” elettorale.

(di Chiara De Felice/ANSA)