Morbillo, due vittime a gennaio e 164 nuovi casi

Lorenzin, 'la vaccinazione resta l'unica arma di difesa'

ROMA. – Due vittime a gennaio per il morbillo. I pazienti, di 38 e 41 anni, sono deceduti per grave insufficienza respiratoria, complicanza della malattia. Lo scorso mese i casi registrati in Italia sono stati 164. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin citando il Rapporto mensile del Sistema di Sorveglianza Integrata dell’Iss “Purtroppo i dati non sono buoni – ha commentato – questo ci fa capire che le battaglie per la sicurezza richiedono tempo”.

Non fatevi abbindolare da questi personaggi che stanno cavalcando posizioni antiscientifiche. Il ministro, a un appuntamento elettorale in Puglia, ha aggiunto: “La Lega ed i 5 Stelle hanno fatto una propaganda antiscientifica ed antivaccino che mette a rischio la salute delle persone. La vaccinazione resta l’unica arma di difesa”.

“In un Paese in cui si muore, ha detto ancora la Lorenzin, con due casi di morbillo a gennaio scorso, c’è’ una parte politica che continua a negare la valenza delle vaccinazioni ed io non so più cosa dire come ministro tranne che si va contro la razionalità”. “La questione delle vaccinazioni – ha concluso il ministro Beatrice Lorenzin – è entrata sin troppo nella campagna elettorale”.

Sui 164 casi di morbillo rilevati a gennaio, il 93% delle persone non era vaccinato o vaccinato con una sola dose. Nel 40% è insorta almeno una complicanza, oltre la metà dei pazienti è stata ricoverata, 12 per polmonite. Segnalati 14 casi tra bambini con meno di 1 anno di età. L’83% si è verificato in quattro Regioni: Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria. Nell’isola l’incidenza più elevata con 61 casi, seguita dal Lazio con 46, poi la Calabria con 16 e la Liguria con 13.

Dall’inizio dell’epidemia, nel gennaio dello scorso anno, sono stati sei i decessi in Italia: tre i bambini sotto i 10 anni di età e tre adulti. Nessuno era vaccinato al momento del contagio e in tutti i casi, ad eccezione di uno, erano presenti altre patologie di base. Nel 2017, secondo i dati forniti dall’Oms, in Europa c’è stato un aumento del 400% dei casi di morbillo rispetto all’anno prima, oltre 20 mila persone si sono ammalate e 35 sono morte: il boom in Romania, Italia e Ucraina.

Quindici i Paesi con le epidemie più consistenti. Dei 53 Paesi della regione europea dell’Oms, in 15, cioè 1 su 4, sono state registrate epidemie con più di 100 casi. A facilitare la diffusione del morbillo, secondo l’Oms, c’è stata la somma di più fattori: il calo complessivo del tasso di copertura vaccinale, molto forte nelle fasce di popolazione più emarginate, l’interruzione delle forniture vaccinali e dei sistemi di sorveglianza delle malattie che non hanno funzionato a pieno regime.