Barassi (M5s): “Lavorerò per la riorganizzazione delle istituzioni italiane”

Il candidato alla Camera dei Deputati dell’M5S non vive nella Circoscrizione America Meridionale ma afferma essere disposto ad ascoltare i nostri connazionali e lavorare per soddisfare le loro esigenze.
Il candidato alla Camera dei Deputati dell’M5S non vive nella Circoscrizione America Meridionale ma afferma essere disposto ad ascoltare i nostri connazionali e lavorare per soddisfare le loro esigenze.

CARACAS – Riorganizzazione delle istituzioni italiane all’estero, riforma degli organismi di rappresentanza delle nostre comunità, lavoro e investimenti, riforma dell’Aire e assistenza sanitaria, e voto all’estero. Questi, per sommi capi, i punti salienti del programma per gli italiani all’estero del Movimento 5 Stelle che ha i suoi candidati al Parlamento anche nella nostra Circoscrizione, quella dell’America Meridionale. Andrea Barassi, con il quale conversiamo telefonicamente, è uno di questi.

– Può illustrarci il suo programma qualora fosse eletto alla Camera dei Deputati?

– Il mio programma – afferma immediatamente – è quello del Movimento 5 Stelle. Può riassumersi in cinque punti essenziali. E’ stato preparato dal nostro Comitato Esteri pensando alle esigenze delle nostre Collettività e al superamento delle difficoltà che oggi vivono. Posso affermare che so benissimo quale sia la realtà degli italiani del Venezuela. So che non se la passano bene sia a causa della Legge Alfano, che è un imbroglio, sia per le tantissime difficoltà alle quali vengono incontro al momento del rimpatrio. Gli italiani che riescono a rimpatriare, poi, perdono anche il diritto all’assistenza sanitaria…

– Le difficoltà che, come lei segnala, deve affrontare il connazionale che chiede il rimpatrio, comunque non sono esclusive degli italiani del Venezuela.

– Si è vero – ammette – Interessano tutte le nostre comunità dell’America Latina. Io ho ascoltato sia italiani che vogliono rimpatriare, sia quelli che già sono in Italia.

Ci dice, poi, che il Movimento 5 Stelle vuole attuare una riforma globale delle nostre istituzioni all’estero, cominciando dal Comites e dal Cgie.

– Vogliamo eliminare questi istituti – precisa – e creare un portale “ad hoc”. Poi c’è la riforma del voto all’estero.

– Che tipo di riforma avete pensato?

– Ogni volta che si vota ci sono problemi – sostiene, purtroppo con ragione -. Sono tante le problematiche legate al voto per corrispondenza: plichi che non arrivano o arrivano in ritardo, altri che sono smarriti…

– Sì, è vero. Quale alternativa proponete?

– Provare con il voto elettronico.

– Non pensate che il voto elettronico potrebbe essere una limitazione per molti connazionali che non hanno dimestichezza con l’internet e le nuove tecnologie? E poi se il voto per corrispondenza, come abbiamo visto, si presta a brogli elettorali, chi dice che il voto elettronico non possa essere peggiore?

– Siamo pronti ad ascoltare proposte – stoppa subito il candidato del Movimento -. Una riforma per migliorare il voto, comunque, si deve fare.

Andrea Barassi è uno dei candidati alla Camera dei Deputati presentati dal Movimento 5 Stelle nella Circoscrizione America Meridionale nonostante risieda e viva in Italia. La nostra domanda, quindi, è legittima:

– Perché si è candidato in una circoscrizione estera tanto distante dall’Italia? Qual è il suo legame con l’America Latina?

– Sono dentista di professione – precisa -. Ho studiato in Spagna e poi ho frequentato una specializzazione in Santo Domingo, dove mi reco spesso per ragioni di lavoro.

– E’ un po’ poco per comprendere i problemi dell’italiano dell’America Latina, una realtà assai variegata, specialmente se si vive in Italia.

– Si – ammette – ha ragione -. Ma basta ascoltare il connazionale per capire quali sono i suoi problemi. E’ vero che risiedo in Italia, ma – rileva – nel caso dovessi essere eletto, visiterei spesso, spessissimo le nostre comunità per essere a contatto con loro e capirne le necessità.

– Perché si presenta con un movimento, il 5 Stelle, che in passato ha cercato alleanze con partiti e gruppi estremamente razzisti, xenofobi e antieuropeisti come ad esempio l’Upik di Nigel Farage in Inghilterra?

– Queste non sono notizie veritiere – è la risposta di Barassi.

– Ne hanno parlato tutti i giornali – facciamo notare.

– I giornali in Italia sono tutti di parte – afferma secco.

– Tutti?

– La stragrande maggioranza.

– Quindi lei sostiene che in Italia non c’è una stampa libera? E’ difficile crederlo.

– In Italia la realtà è un’altra…

Evitiamo la polemica e torniamo in materia elettorale. Chiediamo a Barassi quale, dei cinque punti che presenta il M5S, gli stia più a cuore.

– La riorganizzazione delle istituzioni all’estero – precisa -. Ambasciata, Consolati, istituti e centri di cultura, istituti di turismo…

– Considera che Ambasciate e Consolati non funzionino come dovrebbero?

– Ci sono tempi molto lunghi in Ambasciata – commenta -. I cittadini con riescono ad avere il passaporto.

– Ma tutte le pratiche relative i passaporti non dipendono dall’Ambasciata. Sono responsabilità del Consolato. I tempi di consegna derivano molte volte dal volume delle richieste e dalla mancanza di personale. Questa, ad esempio, pare sia la principale difficoltà nel Consolato d’Italia a Caracas. I funzionari possono avere la migliore disposizione ma spesso il volume di lavoro eccede la loro capacità di smaltimento.

– E’ nostra intenzione procedere alle riforme – sostiene – ascoltando ovviamente la nostra Collettività. L’obiettivo è rendere più efficaci le istituzioni.

– Con quali criteri sono stati scelti i candidati nelle circoscrizioni estere?

– Il Movimento ha realizzato le primarie nel portale Rousseau, il sistema operativo dell’M5s – spiega -. In America Latina siamo 6 più tre. Ovvero, sei residenti all’estero più tre candidati che viviamo in Italia. D’altronde – conclude – il Movimento aveva bisogno di raggiungere il numero di candidati che esige la legge.

M.B.