Omicidio Kuciak scuote la Slovacchia, cadono le prime teste

Si dimettono 2 coinvolti in inchiesta 'ndrangheta vicini a Fico. EPA/DAVID DUDUCZ

BRATISLAVA. – L’omicidio del giornalista Jan Kuciak fa cadere le prime teste a Bratislava: oltre alle dimissioni del ministro della Cultura, hanno fatto un passo indietro dall’ufficio del governo i due coinvolti nell’inchiesta del giovane reporter sugli affari della ‘ndrangheta calabrese in Slovacchia. Si tratta di Maria Troskova, ex fotomodella e oggi assistente del premier Robert Fico, e del segretario del consiglio di sicurezza Vilian Jasan.

Nel reportage incompiuto di Kuciak, che il suo giornale ha pubblicato integralmente, i due sono indicati come persone vicine a un imprenditore italiano che farebbe parte dell’orbita ‘ndranghetista. “Collegare i nostri nomi con un atto deprecabile (l’assassinio del giornalista) come fanno alcuni politici e media è assurdo”, hanno affermato i due in una nota comune.

“Di fronte alla strumentalizzazione dei nostri nomi, nella lotta politica contro il premier Fico, abbiamo deciso di lasciare i nostri incarichi all’Ufficio del governo fino alla conclusione delle indagini”, hanno scritto nella dichiarazione congiunta, esprimendo le condoglianze alle famiglie di Kuciak e della sua compagna.

A proteggere i suoi collaboratori, lo stesso premier: “Non potete connettere le persone con un assassinio premeditato senza presentare una prova rilevante”, aveva detto ieri. In giornata sono arrivate anche le dimissioni del ministro della Cultura Marek Madaric (Smer, democratici sociali).

“Il ministero della Cultura è il dicastero più vicino ai media. Dopo quello che è successo, non riesco ad immaginare di rimanere a fare il ministro. La mia decisione è connessa con l’assassinio del giornalista”, ha detto Madaric, che con le indagini giornalistiche di Kuciak non ha nulla a che fare. L’opposizione chiede invece le dimissioni del ministro dell’Interno Robert Kalinak e del capo della polizia Tibor Gaspar.

A scatenare il terremoto politico a Bratislava, l’avvio delle indagini della polizia e la pubblicazione dell’articolo di Jan Kuciak sulle attività della ‘ndrangheta in Slovacchia. Il giovane si è occupato in particolare di quattro famiglie ritenute dell’orbita della criminalità calabrese, con le mani in pasta soprattutto nell’agricoltura, nel fotovoltaico, nel biogas e nell’immobiliare. Il reporter ha anche indagato i legami tra la malavita e gli ambienti politici vicini al premier.

Secondo Kuciak, i clan hanno in Slovacchia decine di società e grazie a frodi e manipolazioni sfruttano milioni di euro dai fondi europei. “Hanno cominciato a svolgere attività imprenditoriali qui, a sfruttare i fondi europei, ma soprattutto a costruire rapporti con importanti persone degli ambienti politici, fino all’ufficio del governo della Repubblica slovacca”, ha scritto Kuciak.

Il quotidiano ceco Mlada fronta Dnes scrive che uno degli imprenditori calabresi in questione ha un business nel settore immobiliare anche nella Repubblica Ceca, con sede in via Na Prikope, una delle strade più prestigiose di Praga.