Melegatti: inventò il pandoro nel 1894, ora vuol rinascere

Pandoro a rischio

VERONA. – E’ l’azienda che ha “inventato” il pandoro, brevettato da Domenico Melegatti nel 1894. La crisi dello storico marchio del dolce natalizio è deflagrata all’inizio di ottobre 2017, quando la produzione si è fermata e i lavoratori sono scesi sul piede di guerra. Novanta dipendenti diretti e circa 250 stagionali, tra lo stabilimento storico di San Giovanni Lupatoto (Verona) e quello, nuovo, inaugurato a febbraio 2017 a San Martino Buon Albergo con un investimento di 10 mln, di fatto mai decollato.

Una storia di eccellenza dell’alimentare italiano che rischiava di spegnersi. E che invece trova ora ossigeno dal concordato preventivo concesso dal Tribunale di Verona, con Hausbrandt pronta a rilevare l’azienda. Una crisi partita dalla lunga e tormentata lite tra i due rami della famiglia, da un lato i Ronca-Perazzoli, che hanno oltre il 60% delle quote, dall’altra i Turco, soci di minoranza.

Al tavolo di crisi in Prefettura, con i sindaci e i sindacati, il 4 ottobre si presenta anche Emanuela Perazzoli, vedova Ronca, presidente del Gruppo Melegatti, che solo l’anno prima aveva puntato tutto il marketing aziendale sull’immagine di Valerio Scanu, il vincitore di “Amici”. Ma è l’unica volta che la si vede al tavolo di concertazione. Poi a novembre tra annunci e rinvii, stipendi non pagati e cassa integrazione, proposte di acquisto dei soci di minoranza, il consulente nominato dalla proprietà, Gianbruno Castelletti, presentato il piano da 16 mln per il rilancio.

Vengono nominati due commissari straordinari, e il 14 novembre il Tribunale dà il via libera alla campagna natalizia: un milione e 750 pezzi tra pandori e panettoni andati a ruba, grazie anche a una campagna sui social. A finanziare la ripresa è il fondo maltese Abalone, che impone la nomina di un direttore generale. L’11 dicembre la campagna natalizia si conclude con 1.575.000 pezzi venduti, i lavoratori tornano in Cig in attesa della campagna di Pasqua. Il fondo maltese, disponibile a mettere altri 10 mln, resta in attesa del piano industriale da parte dei vertici di Melegatti.

Il 29 dicembre viene annunciato l’ingresso di Dal Colle (altra storica azienda dolciaria veronese) con una quota del 30% nella struttura del fondo, e c’è la nomina di un nuovo manager. Ma manca ancora chiarezza. Il 23 gennaio i lavoratori tornano in sciopero; l’accordo è in alto mare, i soci chiedono un’altra proroga, il fondo Abalone dà l’ultimatum al 31 gennaio; Melegatti replica annunciando una richiesta danni.

Il Tribunale convoca le parti per il 23 febbraio 2018, anche la Regione Veneto apre un tavolo di negoziato. Arriva l’8 febbraio ed esce allo scoperto Hausbrandt Trieste 1892. L’ad Fabrizio Zanetti presenta in Tribunale un assegno da 1 mln per finanziare ciò che resta della campagna pasquale, incontra gli operai davanti ai cancelli. E’ preludio alla rinascita di Malegatti.

(di Mario Poli/ANSA)