“Immorali o pro-curde”, la tv turca censura 208 canzoni

Appello a Erdogan di 35 Nobel: "Si torni a uno stato di diritto"

ISTANBUL. – Niente alcol, sigarette e propaganda curda. Tutto quello che non piace al presidente Recep Tayyip Erdogan, in Turchia resta fuori dalla tv pubblica. Dopo intellettuali e politici di opposizione, la censura del ‘Sultano’ colpisce il mondo della musica.

La denuncia arriva dall’opposizione laica in Parlamento, il Chp, secondo cui a partire dal 2016 è stata vietata la trasmissione di almeno 208 video di canzoni sul canale musicale dell’emittente di Stato Trt. Motivo: i testi e le immagini sono stati ritenuti dalle autorità portatori di “offese alla morale” o “propaganda terroristica” a favore del Pkk curdo.

Nell’elenco ci sono 142 canzoni turche, bandite per titoli come “Sono ubriaco” e “Solo una notte”, e 66 curde. Tra i video censurati, quelli di alcune note popstar locali, che sui social media hanno reagito chiedendo spiegazioni. Non è la prima volta che la musica finisce nel tritacarne della censura turca.

Famoso, qualche anno fa, il caso della cantante curda Aynur Dogan, una delle voci simbolo della cultura curda contemporanea, finita sotto accusa proprio per presunta propaganda a favore del Pkk. Stavolta, però, si tratterebbe di una censura sistematica: la più massiccia nella tv pubblica dai tempi del golpe del 1980.

Ma la Trt minimizza. Per l’ente, che riceve finanziamenti pubblici attraverso il canone, non esiste alcuna lista nera, ma solo limitazioni specifiche, decise proprio in ottemperanza al divieto di trasmettere immagini e messaggi “immorali” sul fumo o l’alcol. In passato, i canali di Stato erano già finiti più volte nel mirino delle opposizioni, specie per le massicce violazioni della par condicio in campagna elettorale.

Intanto, le denunce sul pugno di ferro contro intellettuali, scrittori e giornalisti in Turchia si moltiplicano anche dall’estero. L’ultimo appello, pubblicato oggi su Le Monde, porta la firma prestigiosa di 35 premi Nobel, dopo che nei giorni scorsi il leader di Ankara era stato accusato di aver fatto bloccare la concessione della cittadinanza onoraria di Sarajevo proprio al Nobel turco Orhan Pamuk.

“Chiediamo a Recep Tayyip Erdogan un rapido ritorno allo Stato di diritto e a una totale libertà di parola e di espressione”, scrivono nel testo diffuso sul quotidiano francese. In calce, anche la firma dei Nobel per la Letteratura Svetlana Alexievitch, Mario Vargas Llosa e V.S Naipaul, e di quello per l’economia Joseph Stiglitz.

(di Cristoforo Spinella/ANSA)