Dal velo allo stadio, continua l’offensiva delle donne iraniane

Pacifiche e determinate sfidano le norme, 2018 sembra il loro anno

ROMA. – Dai veli sventolati in strada, in coraggiosi gesti individuali pagati con almeno 35 arresti negli ultimi due mesi, al tentativo di entrare nello stadio Azadi per una partita di calcio, sfidando il divieto in vigore nella Repubblica islamica, oggi a Teheran.

Continua la protesta delle donne, audace e determinata, contro due delle regole che sembrano più pesare soprattutto alle più giovani fra loro. Ci hanno provato a decine, le fan delle due squadre della capitale – Esteghlal e Perspolis – con le bandiere dei loro team. Altre si sono mescolate fra il pubblico travestite da uomini, come nel film ‘Offside’ di Jafar Panahi (2006). Alla fine ne sono state arrestate una trentina, e “portate in un posto sicuro”, ma per venire presto rilasciate, ha riferito il ministero dell’Interno all’agenzia semiufficiale Isna.

I loro amici e parenti si sono raccolti davanti al centro di detenzione di Vozara, dove in serata venivano fatte uscire una alla volta. A differenza dell’obbligo del velo, il divieto alle donne di entrare negli stadi non si basa su una legge ma su una regola giustificata dal fatto che gli spettatori maschi, tifando per la propria squadra, si comporterebbero in modo troppo volgare.

Ma da tempo le donne si battono contro il divieto, e il governo del presidente Hassan Rohani ha in passato tentato di fare qualche passi avanti, pur trovando davanti il muro degli ultraconservatori. Al punto di vedersi sorpassato ‘a sinistra’ da alcune delle cosmetiche riforme annunciate nell’ultraconservatrice Arabia saudita, come quella appunto di ammettere le donne negli stadi seppur accompagnate da un parente maschio.

Certo è che le iraniane da qualche mese sembrano non voler lasciare la presa, anche a costo di condanne fino a 10 anni come quelle che rischiano alcune giovani per aver sventolato il velo, ora accusate di incitamento alla corruzione e alla prostituzione.

Alla partita odierna, riferisce la Bbc, erano presenti anche il presidente della Fifa Gianni Infantino, e il ministro dello sport Masoud Soltanifar. Quando a quest’ultimo è stata fatta una domanda sul tema la tv avrebbe tolto l’audio. Ad incitare le donne ad entrare nello stadio è stata ancora una volta l’attivista all’estero Masih Alinejad, la stessa che ha promosso la campagna Whitewednesday contro l’obbligo del velo.