Borges in Cile per l’entrata in carica del presidente Sebastián Piñera

Oltre al Cile, il deputato si recherà in Argentina per proseguire il tour internazionale in cerca di appoggio politico a favore del Venezuela
Oltre al Cile, il deputato si recherà in Argentina per proseguire il tour internazionale in cerca di appoggio politico a favore del Venezuela

CARACAS.- A giorni Julio Borges sarà in Cile. Il deputato oppositore assisterà all’entrata in carica del neo presidente cileno eletto Sebastián Piñera che sostituisce Michelle Bachelet.

Dopo la tappa cilena, Borges proseguirà il suo tour per riunirsi con altri mandatari della regione. L’intenzione sarebbe quella di rafforzare i vincoli politici per non perdere di vista la crisi venezuelana. E l’obiettivo quello di creare un “Fronte Amplio Internazionale”, una sorta di meccanismo diplomatico che servirebbe come appoggio per ristabilire la democrazia in Venezuela.

E tra i paesi che Borges è intenzionato a visitare c’è pure l’Argentina di Macri.

Mentre il deputato gira il mondo per sollecitare l’appoggio diplomatico, a casa Delcy Rodríguez afferma che l’Accordo sulle Garanzie Elettorali, recentemente siglato tra il governo e “l’opposizione”, assicura la riconciliazione nazionale ed esclude un intervento straniero nel paese.

Rodríguez: l’accordo rafforza la democrazia

Il presidente dell’Anc  afferma che l’Accordo sulle Garanzie Elettorali assicura la riconciliazione nazionale ed esclude un intervento straniero nel paese.
Il presidente dell’Anc afferma che l’Accordo sulle Garanzie Elettorali assicura la riconciliazione nazionale ed esclude un intervento straniero nel paese.

La Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente si è riferita all’accordo firmato tra le organizzazioni che hanno postulano Nicolás Maduro per il governo e il piccolo gruppo “di oppositori” guidati da Henry Falcón di Avanzada Progresista (sostenuto da una parte dissidente del partito Copei e dal MAS) e Javier Bertucci del gruppo “Esperanza por el Cambio” (Speranza per un Cambio).

Ma rimane un accordo parziale e non rappresentativo dell’intera opposizione perché, com’è ben noto, non è stato né condiviso né molto meno firmato dalla coalizione MUD.

Tuttavia, la Rodríguez ha affermato che gli “attori” dell’accordo “sentono fiducia nelle elezioni del 20 maggio con le quali si eleggerà il presidente per il periodo 20119-2025 e pure i membri dei consigli statali e municipali.”

E ha apprezzato “la volontà” che hanno dimostrato i gruppi oppositori firmanti dell’accordo. “Con l’accordo si vuole dirimere le differenze politiche attraverso il voto e quindi attraverso la forma pacifica d’intesa che devono avere “i venezuelani e le venezuelane” ha ribadito la vice dell’ANC.

Secondo Delcy Rodríguez, “l’Accordo sulle Garanzie Elettorali” assicura che non ci sia nessun intervento straniero nel paese e permette che i venezuelani trovino il cammino della riconciliazione nel contesto costituzionale che garantisce la democrazia venezuelana.