La svolta di Kim: “Pronto a denuclearizzare la Corea”

Ad aprile storico summit con Seul. E vuole il dialogo con Trump. EPA/KCNA EDITORIAL USE ONLY

PECHINO. – La Corea del Nord apre all’ipotesi denuclearizzazione e offre la “moratoria” dei suoi piani atomici e missilistici per far ripartire il dialogo con gli Usa: una mossa che porta il presidente Donald Trump a parlare, sia pure tra le cautele del caso, di “progressi possibili sui colloqui”. Seul e Pyongyang, dal canto loro, si avviano a tenere un summit tra i rispettivi leader a fine aprile, “storico” come gli altri due finora avuti tra Sud e Nord nel 2000 e nel 2007 sulla scia della ‘sunshine policy’.

Il presidente Moon Jae-in e Kim Jong-un hanno concordato di muoversi, rispettivamente, sulle orme dei presidenti Kim Dae-jung e Roh Moo-hyun da un lato e del ‘caro leader’ Kim Jong-il, dall’altra. Invece che a Pyongyang, come avvenuto nelle precedenti volte, l’incontro sarà organizzato nell’area di sicurezza congiunta del villaggio di confine di Panmunjom, nella Peace House, luogo tra l’altro dei grandi eventi intercoreani.

L’ulteriore disgelo è maturato con la missione dei cinque “inviati speciali”, in una delegazione totale di dieci persone, che Moon ha inviato al Nord in una missione di due giorni rientrata oggi a Seul. La Corea del Nord ha ribadito il suo impegno a “liberarsi” delle armi nucleari, ha detto Chung Eui-yong, consigliere sulla sicurezza del presidente Moon Jae-in, in un briefing con i media sui risultati della missione.

“La parte nordcoreana – ha riferito – ha affermato chiaramente l’impegno alla denuclearizzazione della penisola dicendo che non ci sarebbe alcuna ragione di possedere armi atomiche se la sicurezza del regime fosse garantita e la minaccia militare contro il Nord fosse rimossa”.

Pyongyang ha espresso il desiderio di avere “colloqui franchi” anche con gli Usa nel percorso diretto all’abbandono delle ambizioni atomiche e alla normalizzazione dei rapporti bilaterali: in fase di negoziato ci sarebbe la “moratoria”, senza più provocazioni. In aggiunta, “il Nord ha promesso di non usare non soltanto il nucleare, ma anche le armi convenzionali contro il Sud”.

Non solo, le parti hanno deciso di attivare una “linea rossa”, il canale diretto di comunicazione tra leader per consentire le consultazioni e la riduzione delle tensioni militari. Le novità comunicate da Seul hanno avuto conferma sui media ufficiali del Nord, che hanno riferito in mattinata degli incontri di ieri con Kim che ha raggiunto un accordo “soddisfacente” sul summit con Seul. Il leader, letto il messaggio personale di Moon, ha sentito di “volere qualcosa di straordinario” per la pace nella penisola, ha riferito la Kcna.

“Ha avuto uno scambio di vedute in profondità su come allentare le acute tensioni militari nella penisola coreana e su come attivare dialogo, contatti e cooperazioni”. La tv statale Kctv ha trasmesso le immagini degli incontri in un servizio di 10 minuti, inclusa la parte della cena in onore degli ospiti sudcoreani dove tra le 12 persone riunite intorno al grande tavolo rotondo c’erano solo due donne (la first lady Ri Sol-ju e Kim Yo-Jong, sorella del leader e inviata speciale al Sud per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di PyeongChang) e i vertici dell’intelligence di Seul (oltre a Chung, il capo del Nis Suh Hoon, tra i negoziatori dei summit del 2000 e del 2007).

Le scene di cordialità negli incontri di oltre 4 ore, testimoniate dalle foto e dai video diffusi, sono apparse lontanissime dai recenti venti di guerra: escludendo l’ex star Nba Dennis Rodman e l’ex alto funzionario cinese Liu Yunshan, la delegazione del Sud è ritenuta la prima non nordcoreana ad aver parlato con Kim dalla presa del potere di dicembre 2011.

In attesa di nuove conferme, “per la prima volta in molti anni – ha scritto Trump su Twitter – sono stati fatti sforzi seri da tutte le parti interessate. Il mondo sta guardando ed è in attesa! Potrebbe essere una falsa speranza, ma gli Usa sono pronti ad andarci più forte in entrambe le direzioni”.

(di Antonio Fatiguso/ANSA)