Ue fissa i paletti sul post-Brexit, no a intese “à la carte”

EPA/LAURENT DUBRULE

BRUXELLES. – Bruxelles fissa i paletti sul dopo Brexit. Con Londra non ci saranno futuri accordi ‘à la carte’. La bozza delle linee guida sulle relazioni future fra l’Unione europea e il Regno Unito, che il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha presentato oggi a Lussemburgo, parla chiaro.

Il no britannico all’unione doganale e al mercato unico porterà inevitabilmente a degli “attriti”, ha avvertito Tusk, sottolineando che l’unico modello possibile resta un accordo sul “libero scambio”, con la speranza che sia “ambizioso”. Un accordo commerciale di questo tipo, “primo nella storia” tenderà però a “indebolire” i rapporti economici piuttosto che a rafforzarli, ha precisato il presidente del Consiglio Ue.

“Sarà più complicato e costoso di oggi per tutti noi”, ha aggiunto “comprendendo” e “rispettando pienamente l’obiettivo politico di Theresa May di dimostrare che la Brexit potrebbe essere un successo e una scelta giusta”. “Ma tutto ciò – ha sottolineato – non è il nostro obiettivo”. Nessun muro, però, con i vicini d’oltremanica, ha detto, perché l’Ue vuole “rimanere amica e partner” con Londra “anche dopo la Brexit”.

Nel documento, che sarà posto al vaglio del Consiglio europeo il 22 e 23 marzo, non viene fatta alcuna menzione specifica sui servizi finanziari che il Regno Unito intende includere nel futuro accordo di partnership. Un tema questo sollevato oggi dal cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, voce ‘moderata’ sulla Brexit nel governo che, lanciando il suo affondo verso l’Ue, ha proposto di inserirli in un accordo di libero scambio post divorzio, malgrado lo scetticismo di molti leader europei.

Quella di Hammond appare una risposta indiretta anche alla Francia, in prima fila nel contestare – di fronte all’indisponibilità del governo May a restare nel mercato unico e nell’unione doganale – la fattibilità di un accordo commerciale che comprenda i servizi finanziari: punto di forza della City su cui Parigi ha messo gli occhi.

“E’ tempo per i negoziatori Ue di dare impulso al loro lavoro e discutere con noi di una futura partnership commerciale ed economica”, ha avvisato la premier conservatrice britannica rispondendo a un domanda sul dossier Brexit del capogruppo dei suoi alleati unionisti nordirlandesi del Dup, Nigel Dodd.

Discussioni nell’ambito delle quali May si dichiara pronta ad approfondire “con il governo irlandese e con la Commissione anche i dettagli pratici di una soluzione per il confine fra Irlanda del Nord e Irlanda”.

E di Irlanda ha parlato il presidente dell’Eurocamera Antonio Tajani che si è detto “preoccupato” su questo tema alla luce del rifiuto britannico di un’area regolarmente comune tra il Nord e la Repubblica d’Irlanda. Tajani ha poi aggiunto che “il Parlamento europeo non accetterà un accordo di transizione con il Regno Unito che discrimini i cittadini”.

Intanto la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo ha approvato una bozza di risoluzione sul quadro delle relazioni future, come input alle linee guida presentate oggi da Tusk. La risoluzione degli europarlamentari sarà adottata dalla Plenaria la prossima settimana a Strasburgo.

(di Giuseppe Maria Laudani/ANSA)