Salvini pronto a incontrare i partiti e attacca “inciucio”

Matteo Salvini.

ROMA. – Da leader del centrodestra e candidato in pectore della coalizione Matteo Salvini si prepara ad avviare le consultazioni con gli altri partiti fuori dal perimetro del centrodestra e a verificare se ci sia un sostegno al suo governo. Guai a parlare di “inciucio” perché il segretario della Lega è disposto solo a concedere un’intesa su punti precisi senza scambi di poltrone all’interno dell’esecutivo.

Un progetto difficile da realizzare soprattutto vista l’indisponibilità degli altri gruppi, ma che il leader del Carroccio almeno informalmente non può non tentare. Ed è proprio per non dare segnali diversi che il leader della Lega punta il dito contro l’altro competitor, Luigi di Maio, reo a suo dire di avere già in tasca un accordo con il Pd.

Il ‘casus belli’ sarebbe la proroga dei vertici dei Servizi disposta dal governo sulla quale i grillini non hanno avuto nulla da dire: “Mi insospettisce il silenzio dei 5 Stelle: non vorrei ci fosse un accordo Gentiloni-Di Maio dietro l’angolo a partire dalle poltrone per arrivare al governo”.

Salvini sa che la strada per arrivare a palazzo Chigi non è semplice, anzi, in molti nel centrodestra ed in particolare dalle parti di Arcore, sono convinti che il leader della Lega non abbia nessuna intenzione di andare a sbattere contro un muro tentando di fare un governo senza numeri certi, ma che il vero obiettivo sia quello di consolidare l’Opa sul centrodestra.

E non è un dettaglio che in ogni comunicato Salvini si definisca non solo segretario della Lega, ma leader del centrodestra. A rafforzare ancora di più questa ipotesi è il pranzo a Portofino con Giovanni Toti, governatore della Liguria, ma soprattutto alfiere del cosiddetto “Asse del Nord” che dentro Forza Italia ha un peso non indifferente. E che il presidente della Liguria abbia da tempo un rapporto consolidato con Salvini non è un mistero.

Dalle prime uscite del segretario leghista, insomma, si capisce come, oltre a voler lavorare ad un’intesa di governo, il leader della Lega non voglia perdere terreno dentro il centrodestra. Anzi. Già, perché in caso non si trovasse un accordo per far nascere un governo e alla fine si tornasse alle urne, Salvini non ha nessuna intenzione di intaccare il consenso raggiunto: il progetto è quello di essere candidato premier del centrodestra.

L’idea di tornare alle urne è sicuramente uno degli scenari che Silvio Berlusconi vuole evitare. Ecco perché il Cavaliere non ha nessuna intenzione di cercare delle soluzioni che favoriscano l’uscita dallo stallo almeno per ora. I contatti informali avviati con le altre forze politiche, Pd in testa, avrebbero prospettato al Cavaliere uno scenario complesso, con i Dem spaccati a metà su un eventuale sostegno ai grillini o al centrodestra.

Gli occhi di Berlusconi continuano ad essere puntati su Mattarella ed è al Colle che Forza Italia guarda per trovare una soluzione. Avendo una parte dei Dem pronti al dialogo l’idea che circola tra gli azzurri è che Mattarella possa, dopo il fallimento di diverse soluzioni, proporre un nome alternativo a quello di Salvini. La mediazione potrebbe essere quella di indicare sempre un esponente della Lega (in pole Zaia) che avrebbe il sostegno del centrodestra e la ‘non ostilità” del Partito Democratico.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)