Papa: “Niente soldi per le messe”. Montini e Romero santi

"Niente soldi per le messe"

CITTA’ DEL VATICANO. – Papa Paolo VI e monsignor Oscar Romero, il vescovo di San Salvador ucciso nel 1980, saranno santi. E’ ufficiale: il Papa ha infatti autorizzato la Congregazione per le Cause dei santi ad emanare i decreti con i quali si riconoscono i due miracoli che porteranno Montini e Romero alla canonizzazione. Ora manca solo la data e il luogo della celebrazione. E’ verosimile che possa tenersi, per entrambi, ad ottobre, in Vaticano, in concomitanza con il Sinodo dei vescovi sui giovani.

Ma per monsignor Romero, martire ucciso sull’altare e un po’ il simbolo di quella chiesa latinoamericana che si è opposta ai soprusi delle dittature, la canonizzazione potrebbe avvenire anche nel suo continente, considerata la grande devozione della gente. E si pensa allora che l’occasione potrebbe essere il viaggio a Panama di Papa Francesco, previsto per gennaio 2019 in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.

Papa Francesco ha proseguito, nell’udienza generale, le catechesi sulla messa. E allora ha colto l’occasione per sottolineare che per le messe, a partire da quelle celebrate in suffragio dei defunti, non possono essere chiesti soldi. “‘Padre, quanto devo pagare perché il mio nome venga detto lì?’. ‘Niente’. Capito questo? Niente! La Messa non si paga. La Messa è il sacrificio di Cristo, che è gratuito. La redenzione è gratuita. Se tu vuoi fare un’offerta falla, ma non si paga. Questo è importante capirlo”.

Un monito per chi ancora impone tariffari per funerali, matrimoni o semplici messe in cui il caro defunto è nominato nella preghiera. Il Papa ha fatto anche un passaggio su un’altra questione che, di tanto in tanto, crea dibattito nella Chiesa, quella della lingua da utilizzare. La Chiesa ha voluto che la Preghiera Eucaristica, parte centrale della messa, si pronunci “nella lingua che la gente capisce”, ha sottolineato Francesco.

Infine due appelli: il primo a tenere venerdì 9 marzo le chiese aperte ad oltranza per l’iniziativa ’24 Ore per il Signore’, con la Basilica di Padova che ha risposto, tra le altre, annunciando, per la prima volta nella sua storia, l’apertura anche di notte.

Infine il saluto agli atleti paralimpici che si apprestano ad affrontare i Giochi invernali. “Lo sport può tendere ponti tra Paesi in conflitto e dare un valido contributo a prospettive di pace tra i popoli. I Giochi Paralimpici, ancora di più, attestano che attraverso lo sport si possono superare le proprie disabilità. Gli atleti e le atlete paralimpici sono per tutti esempio di coraggio, di costanza, di tenacia nel non lasciarsi vincere dai limiti. Lo sport appare così una grande scuola di inclusione, ma anche di ispirazione per la propria vita e di impegno a trasformare la società”, ha detto Papa Francesco inviando gli auguri e assicurando le sue preghiere per i prossimi Giochi Paralimpici Invernali di PyeongChang.

Infine ha scherzato sul tempo: l’udienza non è stata fatta in piazza per paura della pioggia ma invece il sole splendeva. “Oggi si pensava ci fosse la pioggia, ma chi capisce Roma? Il clima di Roma è così”.

(di Manuela Tulli/ANSA)