Debito estero venezuelano: + $ 1,3 miliardi su 13 buoni scaduti

Marzo porta con sé scadenze in titoli sul debito estero che il paese non è in grado di onorare.Marzo porta con sé scadenze in titoli sul debito estero che il paese non è in grado di onorare.

CARACAS – Come previsto da chi se ne intende, lo spettro del default alleggia nuovamente sul paese. Non è certo che il governo riesca a saldare le scadenze previste per marzo. L’esecutivo deve onorare ben 13 buoni del debito estero, e pare che anche questa volta non ce la faccia a pagare gli interessi.

Alejandro Guilarte, analista finanziario di Rendivalores, afferma che ci sono quattro titoli in periodo di grazia i quali generano un debito superiore ai 2 miliardi di dollari. E per questi buoni gli interessi da saldare sarebbero 705 milioni.

Mentre i 13 titoli, ormai scaduti, aggiungono 1,3 miliardi in più.

“Tutto fa supporre che i buoni in periodo di grazia non si pagheranno, perciò il debito oltrepasserà i 2 miliardi di dollari” afferma Guilarte.

L’ultima volta che il governo è riuscito a saldare parte del debito è stato il 23 febbraio. Data nella quale scadeva il buono 22 di PDVSA, un titolo non quotato in borsa ma acquistato dalla banca americana Goldman Sachs l’anno scorso.

E Guilarte pensa che questo titolo sia stato onorato da parte del governo venezuelano per timore che Goldman Sachs potesse dichiarare il paese in default.

Fiducia nel governo

Tuttavia non riesce a capire perché gli investitori sui 13 buoni scaduti non si siano ancora occupati della faccenda.

“È molto strano che non abbiano ancora agito, pensiamo, perciò, che nonostante tutto abbiano fiducia nella capacità del governo venezuelano di liquidare il debito” ha detto Guilarte.

“Dopo la riunione dell’anno scorso tra i detentori dei buoni venezuelani e l’esecutivo dove si è trattato il tema di un nuovo finanziamento del debito, non è successo più niente -ha detto- Si è saputo da fonti non officiali che ci sarebbe stato un nuovo incontro ma non è mai accaduto.”

Guilarte ha spiegato che il procedimento per la liquidazione del debito dinnanzi i tribunali è molto complicato. Ma nonostante ciò, considera molto probabile che nei mesi successivi gli investitori esigano quanto dovuto.

Il fatto che il Venezuela non riesca a mantenere le scadenze del debito estero preoccupa Guilarte. L’analista crede che il governo non riuscirà a gestirle, soprattutto nel bel mezzo di una campagna elettorale sulla quale potrebbero pendere sanzioni petrolifere.