Spara alla moglie malata di Alzheimer e si suicida

TORINO,. – E’ Giulio Gauna, ex partigiano col nome di battaglia di ‘Canguro’, il novantenne che a Torino ha sparato alla compagna gravemente malata di Alzheimer, uccidendola, e poi si è suicidato. Ha fatto fuoco con una pistola semiautomatica calibro 7,65 regolarmente detenuta: due colpi verso di lei, alla testa, e uno rivolto a se stesso.

Li hanno trovati seduti in cucina su due poltrone, uno vicino all’altro, nel loro appartamento al primo piano di via Michele Coppino, a Torino. Vera Sartore, 88 anni, ormai faticava a riconoscere le persone, anche quelle più care. “Un’anziana buona, molto dolce, di gran cuore, a cui era impossibile non voler bene”, racconta chi abita a Borgo Vittoria. I

n quel quartiere in cui la donna aveva gestito un negozio di dolci e lui aveva lavorato come l’elettricista. Ora erano entrambi in pensione. Uscivano poco, alla spesa pensava la signora delle pulizie. Lui, però, l’accompagnava dal medico e dal parrucchiere a due passi da casa. La tinta ai capelli era un appuntamento fisso. “Giulio era premuroso, non la lasciava mai sola”, spiegano i vicini. “La loro era una grande storia d’amore”.

Si erano incontrati in seconde nozze e da allora non si erano mai più separati. “Insieme, con coraggio, affrontavano la malattia di lei”, spiega chi li conosce. “E insieme l’hanno fatta finita”, dicono convinti. A dare l’allarme sono stati i parenti. La nuora di Vera, preoccupata perché i due anziani non rispondevano al telefono, ha chiesto aiuto. Una volta arrivato, il 118 non ha potuto fare altro che constatare il duplice decesso.

Ora la polizia proseguirà con gli accertamenti e verrà effettuata l’autopsia. In Procura è stato aperto un fascicolo, affidato al magistrato Francesco Pelosi. Ci sono le indagini, le procedure investigative, che però poco possono dire su quella vita insieme e su quella malattia, quei vuoti di memoria, che rischiavano di cancellare tutto. Anche i ricordi.

Forse Giulio non voleva che la ‘sua’ Vera soffrisse più. Forse aveva paura di morire prima di lei e di lasciarla sola. E così ha deciso di sparare. Qualcuno allarga le braccia: “È un grande gesto d’amore”. Giulio, ancora una volta – dicono -, ha fatto di testa sua, ha scelto la libertà.

(di Irene Famà/ANSA)