Governo slovacco trema dopo il caso Kuciak, via un ministro

Si dimette il responsabile degli Interni 'per calmare le acque'

BRATISLAVA.- Le dimissioni del ministro dell’interno Robert Kalinak dovrebbero calmare la situazione in Slovacchia e salvare la coalizione governativa del premier Robert Fico. La crisi è scoppiata due settimane fa con l’omicidio del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata. Se basterà il sacrificio del ministro dell’interno ad evitare le elezioni anticipate dipenderà dal più piccolo partito della coalizione, il partito della minoranza magiara Most-Hid, che all’uscita di scena di Kalinak aveva condizionato la sua permanenza nel governo.

”Per la Slovacchia è importante mantenere la stabilità. Ho deciso di dimettermi per calmare la situazione”, ha detto Kalinak, che fino ad oggi rifiutava ripetutamente di lasciare la poltrona. Ministro dell’interno dal 2006 al 2010 e dal 2012 fino ad oggi. Durante la sua carriera è stato più volte criticato dall’opposizione e dai media per l’inattività in diverse cause di frode.

”Le dimissioni del vicepresidente del governo e del ministro dell’interno Robert Kalinak non sono il risultato del suo fallimento personale o del fallimento della polizia durante le indagini dell’omicidio ma il suo contributo personale alla stabilità, al mantenimento della democrazia e alla possibilità di continuare nella politica positiva per la gente. Era il ministro di maggiore talento”, ha detto Fico commentando le dimissioni di Kalinak, suo braccio destro nel partito Smer (democratici socialisti) sin dalla sua fondazione nel 1999.

Per ”un sostanziale rimpasto” o ”elezioni anticipate” si era espresso la scorsa settimana il presidente Andrej Kiska. La possibilità delle elezioni anticipate è stata ammessa oggi anche da Andrej Danko, leader dei nazionalisti (Sns), il terzo partito della coalizione. ”Siamo pronti ad un rimpasto del governo. Se non è possibile, siamo disposti al dibattito sulle elezioni anticipate”, ha dichiarato Danko.

L’opposizione di centro destra intende proporre la mozione di sfiducia al governo di Fico che nel Parlamento unicamerale ha la maggioranza di 76 seggi dei 150. A rivendicare la testa di Kalinak, di Fico e del capo della polizia Tibor Gaspar sono migliaia di slovacchi scesi in strada per costringere il governo ad assumersi la responsabilità dell’omicidio del giornalista a causa del suo lavoro investigativo sui legami tra i vertici politici e la malavita, sulle frodi e sulla corruzione.

A quanto sembra all’opinione pubblica le dimissioni di Kalinak non bastano. Gli attivisti hanno convocato nuove manifestazioni e chiedono indagini ”accurate e indipendenti” sull’omicidio di Kuciak. ”Le dimissioni di Kalinak non bastano. Devono essere solo l’inizio di estesi lavori di pulizia. La richiesta legittima dell’opinione pubblica è di vivere in un paese dove la corruzione non è lo standard e dove non esistono legami tra governo e criminalità organizzata”, hanno dichiarato gli organizzatori delle manifestazioni che venerdì scorso sono riusciti a radunare nel centro di Bratislava circa 50 mila persone.

(Di Yveta Kasalickà/ANSA)