Pdvsa vittima di una vasta rete di corruzione?

“El gran problema es la caída en la producción de crudo que hemos visto en los últimos 18 meses, que ha sido espectacular. Ha caído en 50% en un período muy corto”, dijo el FMI
“El gran problema es la caída en la producción de crudo que hemos visto en los últimos 18 meses, que ha sido espectacular. Ha caído en 50% en un período muy corto”, dijo el FMI

ROMA – Un giro d’affari da miliardi di dollari; una rete di corruzione che, come uno tsunami, potrebbe coinvolgere banche e società straniere. E, infatti, un fondo fiduciario legato alla holding venezuelana Pdvsa, ha esposto denuncia a Miami contro la società russa Lukoil, la svizzera Glencore, e decine di altre aziende del settore degli idrocarburi. L’accusa, pare accompagnata da un volume importante di documenti difficili da smentire, far parte di un sistema di corruzione che sarebbe costato miliardi di dollari al Venezuela. A darne notizia è stato il portale Confidencial.

Al centro della presunta rete criminali ci sarebbero due ex operatori della multinazionale petrolifera: Francisco Morillo e Leonardo Baquero. Questi sono accusati di “aver pagato tangenti ai dipendenti della Pdvsa”. L’obiettivo, truffare la compagnia venezuelana e ottenere contratti.

Il documento di Pdvsa

Perchè Pdvsa ha atteso tanto per denunciare la vasta rete di corruzione che l'ha coinvolta?
Perchè Pdvsa ha atteso tanto per denunciare la vasta rete di corruzione che l’ha coinvolta?

Nel documento depositato da Pdvsa all’US Litigation Trust, si sostiene che le compagnie accusate hanno manipolato i prezzi del petrolio greggio. Ma non solo. Si ritiene che siano responsabili anche di pilotare le gare d’appalto e di rubare informazioni riservate clonando i server della società petrolifera.

Pdvsa sostiene che Morillo e Baquero, che avevano uffici a Miami, avrebbero iniziato le operazioni fraudolente nel lontano 2004, registrando a Panama la società di consulenza Helsinge Inc. Questa compagnia avrebbe utilizzato diversi enti finanziari per pagare tangenti.

Nella lista dei 40 accusati non compaiono solo compagnie petrolifere ma anche entità finanziarie. Tra queste Blue Bank International N.V., Credit Suisse e BAC Florida Bank.

Le istituzioni finanziarie si sarebbero rese responsabili della creazione di un complesso schema fraudolento per evitare l’applicazione dei regolamenti bancari preposti a evitare corruzione e frode.

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