Trump blocca Broadcom-Qualcomm, nuova mossa anti-Cina

Foto archivio.. EPA/MICHAEL NELSON

NEW YORK.- Donald Trump blocca l’acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcom. Ventilando rischi per la sicurezza nazionale, il presidente americano boccia il matrimonio e apre un nuovo fronte di scontro con la Cina, la grande rivale americana nella corsa alla tecnologia 5G, anche Broadcom ha sede a Singapore.

Il no dell’amministrazione affonda i titoli Qualcomm in Borsa, dove arrivano a perdere oltre il 4%: a preoccupare gli investitori e’ il fatto che Qualcomm dovrà ora dimostrare ai suoi azionisti di poter essere in grado di camminare da sola, offrendo i risultati promessi. Una promessa non facile da mantenere.

Qualcomm è già alle prese con le dispute legali con Apple, con un calo degli utili e regole che minano il suo modello di business per la concessione di licenze. Fattori che hanno incrinato la fiducia nell’amministratore delegato Steve Mollenkopf, mettendolo in una posizione difficile.

La bocciatura di Trump, appoggiata dai democratici, prende le mosse dalle raccomandazioni del comitato per gli investimenti esteri negli Stati Uniti, secondo il quale ”dati i timori per la sicurezza nazionale legati a Huawei e alle società di telecomunicazione cinesi, un dominio della Cina nella tecnologia 5G potrebbe avere un impatto sostanzialmente negativo in termini di sicurezza per gli Stati Uniti”.

L’ascesa tecnologica di Pechino preoccupa da tempo Washington e proprio per questo le autorità americane hanno già invitato gli americani a non acquistare smartphone ‘Made in China’, come quelli Huawei: il timore è che spianino la strada allo spionaggio cinese.

Il no all’operazione di Trump rientra nel complesso rapporto con la Cina, che vanta nei confronti degli Usa un elevato surplus commerciale. Un avanzo che Trump vuole ridurre a tutti i costi. Con la bocciatura a Broadcom – colosso dei chip con base a Singapore che si è impegnato nei mesi così a cambiare il suo domicilio e fare degli Stati Uniti la sua sede – Trump diventa il primo presidente in carica a bocciare un accordo sulla scia di timori per la sicurezza nazionale.

Un no che arriva anche se Trump si è sempre definito il ‘negoziatore’ per eccellenza e, nel suo libro ‘The Art of a Deal’, non ha mai nascosto di essere disposto a fare tutto quello in suo poter per portare a casa l’accordo voluto. La decisione mostra come il presidente è pronto a testare i limiti dei suoi poteri costituzionali per assicurare il primato dell’America nel mondo.

Ma la bocciatura – che segue l’affondo protezionista di Trump con i dazi sull’acciaio e l’alluminio – preoccupa gli esperti di fusioni e acquisizioni, che temono effetti su Corporate America, soprattutto quella tecnologica, e possibili ritorsioni contro le aziende americane.