Marcel Fratzscher, presidente Diw: “Lega e M5S siano responsabili”

BERLINO. – L’Italia è l’anello al momento “più debole” nell’eurozona, se si esclude la Grecia. E l’insicurezza politica è “veleno” per la ripresa: partiti come M5S e Lega Nord devono a questo punto dimostrare di essere in grado di assumere una responsabilità complessiva, se andranno al governo.

L’analisi di Marcel Fratzscher, presidente dell’istituto economico tedesco Diw, non è priva di elementi di forte preoccupazione, ma il più keynesiano degli economisti di punta della Germania, non perde le speranze: “Io vedo tre buoni anni nell’economia per l’Europa e anche per l’Italia”, afferma in un’intervista all’ANSA. Fra i pochissimi difensori dell’operato della Bce nell’euro-crisi, rispetto alla successione di Mario Draghi, sgombra poi il campo dal discorso sulla nazionalità: “serve competenza, la nazionalità è del tutto secondaria”.

Commentando l’esito del voto italiano, Fratzscher afferma: “Per le posizioni espresse in passato, Lega nord e Movimento 5 stelle sono motivo di preoccupazione e adesso devono dimostrare, se entreranno nel prossimo governo, di saper assumere la responsabilità, non solo per i loro elettori, come Donald Trump fa negli Usa, ma per tutto il Paese. Questo richiede il rafforzamento dell’economia, perché senza questa condizione non si creano posti di lavoro”.

In Germania – mette in risalto Fratzscher – “è stato percepito che il M5s abbia ritirato parte delle sue esternazioni anti-europee, e questo è importante”. “È chiaro che l’Italia ha bisogno dell’Europa e dell’euro e questo non dovrebbe essere messo in discussione con argomenti populisti e per ottenere consenso”, aggiunge.

“L’insicurezza politica dell’Italia potrebbe essere veleno per una ripresa economica, perché genera incertezza, che è veleno per le imprese che vogliono investire e creare posti di lavoro. È chiaro che l’Italia è il membro più debole. Ha molto bisogno di ripresa. L’economia si trova un 4-5% sotto il livello del 2008, la disoccupazione giovanile è molto alta, il debito pubblico anche, le banche non sono ancora del tutto in forma – procede il ragionamento – ma sono comunque ottimista che anche l’Italia vivrà tre anni economici buoni, senza crisi”.

A una domanda sul successore alla presidenza della Bce, il capo del Diw risponde anche attraverso un principio di fondo: “Ciò che è buono per l’eurozona lo è anche per la Germania. Che il prossimo presidente sia tedesco, italiano, spagnolo, o magari finlandese, lo trovo del tutto secondario. Il tema della nazionalità non andrebbe amplificato”. “Quello che mi preoccupa è che in Germania la credibilità della Bce ha sofferto molto – aggiunge -. C’è bisogno di una migliore comunicazione”.

Fratzscher è una delle pochissime voci fuori dal coro, nel suo Paese, e sostiene le politiche monetarie dell’Eurotower a guida Draghi. “Bisogna spiegare perché la Bce prende una decisione e perché è quella giusta. Purtroppo il sentimento da molti, fortemente sostenuto anche dai media tedeschi, è invece che si siano lesi gli interessi dei piccoli risparmiatori qui e che questo aumenterebbe la disparità. Ma ciò è falso. Lo sappiamo e dobbiamo dirlo in modo aperto e onesto”.

La politica monetaria degli anni scorsi “ha aiutato ad evitare una crisi più profonda e ha fatto in modo che ci fossero nuovi posti di lavoro, in Italia come in Germania”. Anche a favore dei piccoli risparmiatori tedeschi. “Ciò che è buono per L’Italia lo è anche la Germania è la sua conclusione -. L’Italia al momento ha bisogno del sostegno della banca centrale più della Germania, ma questo non significa che non sia anche nell’interesse di Berlino”.

(di Rosanna Pugliese/ANSA)