Aveledo: “Le elezioni sono soltanto apparenza”

Per Aveledo i comizi che si avvicinano sono soltanto una montatura
Per Aveledo i comizi che si avvicinano sono soltanto una montatura

CARACAS. – “Le elezioni sono in pericolo perché non sono vere, le consideriamo soltanto un simulacro.” Questa è l’opinione del presidente dell’Istituto di Studi Parlamentari Fermin Toro, Ramón Guillermo Aveledo.

Aveledo, intervistato in Globovisión ha ribadito che esigono il diritto di avere elezioni libere e un nuovo governo garantito.

“Esigiamo che si rispetti il nostro diritto, e che ci sia permesso di eleggere in modo pulito e con garanzie di avere un nuovo governo” ha detto Aveledo.

Il politico ha aggiunto che non appoggia l’astensionismo ma neanche la posizione di Henry Falcón, candidato d’opposizione che crede che la soluzione alla crisi si raggiunga con le elezioni che si avvicinano.

Aveledo ha chiarito che è d’accordo con Falcón soltanto nel fatto che è necessario votare, ma non coincide con l’opinione che i comizi siano trasparenti e liberi.

“Riguardo Falcón, dissento da lui perché sebbene la soluzione sta nel voto, queste non sono vere elezioni ma un simulacro” ha affermato Aveledo.

 Hanno chiuso l’uscita elettorale“

Aveledo non è l’unica personalità che critica apertamente le elezioni volute dal presidente. Diego Bautista Urbaneja è dell’idea che è impossibile che Maduro perda le presidenziali. Ma non perché goda della stima del popolo, bensì perché è difficile andare contro il potere che il governo ha sul sistema elettorale.

Urbaneja scarta che le elezioni significhino la fine della crisi:

“Anche se le perdesse, le vincerebbe lo stesso perciò l’uscita elettorale rimane chiusa fino a nuovo avviso” ha ribadito il politologo.

L’opinione di Urbaneja è soltanto una di quelle che si sono ascoltate durante il foro “Il momento politico attuale: c’è una uscita alla crisi?  evento che ha visto assieme alcune personalità di spicco dell’opposizione. I relatori sono stati Félix Arellano (internazionalista), Amalio Belmonte (segretario della UCV), Diego Bautista Urbaneja (esperto in politica) e Félix Seijas (sondaggista). E tutti hanno scartato che si raggiunga un vero cambio nei prossimi comizi con le condizioni che impone l’attuale CNE.

Vincere lo scetticismo

Belmonte, da parte sua, pensa che il problema più grande che l’opposizione affronta è quello di creare aggregazione attiva e per questo bisogna vincere la antipolitica, lo scetticismo che pervade il cittadino e i problemi di organizzazione e di guida. Secondo Belmonte, è necessario smettere di credere che ci sarà “un salvatore” e pensare che la ricostruzione è di tutti.

Mentre Seijas, direttore di Delphos, segnala che se le elezioni fossero oggi, Henri Falcón le vincerebbe con il 29%, Maduro otterrebbe un 26% mentre l’astensione arriverebbe al 45%. Il sondaggista stima che l’appoggio all’opposizione è sotto il 40% e quello per i filogovernativi è soltanto al 27%. Tuttavia crede che per uscire dalla crisi è necessario attivare la società civile.

Arellano aggiunge qualcosa di più. L’internazionalista è dell’opinione che la frode elettorale che si avvicina, causerà una sola via d’uscita: un negoziato con l’aiuto della pressione internazionale.