Salvini spiazza Berlusconi: “No solo ad un’alleanza con il Pd”

Matteo Salvini (foto archivio). ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA. – La location non cambia ed anche il primo vertice post elettorale dei leader del centrodestra si terrà a palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi. Ma per la prima volta da quando l’ex premier è in campo, a dare le carte non sarà lui ma gli alleati, uno su tutti, Matteo Salvini che si presenterà dal Cavaliere non solo come candidato premier ma anche come leader in pectore del centrodestra.

La decisione di convocare una riunione ha come primo obiettivo quello di mandare un segnale rassicurante sulla compattezza del centrodestra alla vigilia di appuntamenti importanti come la partita sulle presidenze delle Camere e poi le consultazioni al Quirinale dove la coalizione punta a presentarsi insieme proprio per non lasciare spazio a dubbi sulle singole intenzioni.

In realtà però il centrodestra non appare compatto come sembra. Gli appelli alla responsabilità di Silvio Berlusconi sulla necessità di dare un governo al Paese scongiurando il ritorno alle urne non incontrano gli interessi del leader del Carroccio che oggi da Strasburgo ha ribadito l’indisponibilità a fare accordi con il Pd lasciando però aperto uno spiraglio sulla possibilità di trattativa con il Movimento Cinque Stelle.

L’idea di un governo ‘sovranista’ è visto come un incubo ad Arcore anche se i segnali di una possibile intesa sembrano ogni giorno più evidenti. A Forza Italia infatti non è sfuggito quanto accaduto al consiglio comunale di Torino sulle Olimpiadi. Per la prima volta i Cinque Stelle si sono divisi e con l’assenza di alcuni la maggioranza è andata sotto anche perchè le opposizioni hanno deciso di non rispondere all’appello contribuendo a far mancare il numero. Unica voce fuori dal coro quella del consigliere del Carroccio che invece ha risposto all’appello della maggioranza pentastellata.

Una ‘mossa’ che ha fatto scattare le sirene in casa azzurra. Ecco perché l’ex premier proverà a capire le intenzioni del segretario della Lega anche sulla partita delicata delle presidenze delle Camere: se siamo una coalizione le scelte devono essere condivise – è il leit motiv che ripete il leader di Forza Italia – è giusto dunque che gli incarichi si dividano. Forza Italia vorrebbe che la presidenza di palazzo Madama andasse a Paolo Romani che godrebbe anche del sostegno dei Dem.

Lo schema che ha invece in mente il segretario del Carroccio prevede che invece i due scranni più alti vadano ai partiti vincitori quindi Carroccio con Giorgetti in pole per Montecitorio e Toninelli per palazzo Madama. Un accordo che non piace agli azzurri che guardano con attenzione a cosa deciderà di fare Berlusconi con la speranza che il Cavaliere non ceda alle richieste leghiste.

In attesa di capire cosa dirà Giorgia Meloni – la leader di Fdi fino ad ora ha solo ribadito la sua netta contrarietà a qualsiasi “inciucio” – i fedelissimi dell’ex premier consigliano al diretto interessato di lasciare che sia Salvini a dare le carte: è lui a dover cercare i numeri e trattare per fare un governo, non dobbiamo essere noi ad esporci in questa fase.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)