Abusa delle figlie minorenni, un arresto nel napoletano

Violenze dopo la separazione dei genitori, sarebbero durate per tre anni

NAPOLI. – Avrebbe iniziato ad abusare delle due figlie minori dopo la separazione dalla moglie, approfittando delle visite domenicali delle bimbe dai nonni paterni, e continuando per quasi quattro anni fin quando non è intervenuta la magistratura. E’ l’agghiacciante accusa che ha portato in carcere, su ordine del Gip di Napoli Nord, un padre-orco di 45 anni, residente a Giugliano in Campania (Napoli). L’uomo è stato prelevato nella propria abitazione dai carabinieri.

La vicenda ha come sfondo il quartiere napoletano di Pianura, periferia nord del capoluogo partenopeo. Una storia di degrado sociale e amore malato che ricorda da vicino quella avvenuta al Parco Verde di Caivano, altro contesto “border line”, sempre in provincia di Napoli, dove sono stati registrati numerosi episodi di pedofilia, primo fra tutti quello che ha coinvolto la piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni più volte stuprata dal vicino di casa Raimondo Caputo – condannato all’ergastolo – e uccisa dallo stesso Caputo che l’ha lanciata giù dall’ottavo piano perchè si era rifiutata di subire l’ennesimo abuso.

Nel caso di Fortuna furono le amichette minorenni a far scoprire gli abusi e le violenze perpetrate da Caputo nei loro confronti e ai danni di Chicca (così era chiamata Fortuna). Decisiva anche nell’indagine che ha portato all’arresto del 45enne la testimonianza delle due figlie minori, una adolescente, l’altra di pochi anni di età. Prima ne hanno parlato con la madre, che si è poi rivolta ai carabinieri della stazione di Pianura denunciando i fatti narrati dalle bambine.

Le piccole sono state poi sentite dalla Procura di Napoli Nord diretta da Francesco Greco; aiutate da uno psicologa, hanno confermato il racconto fatto alla madre, descrivendo gli oltre tre anni in cui sarebbero state vittime delle attenzioni morbose del padre.

Le bimbe hanno riferito con orrore quei pomeriggi domenicali passati dai nonni paterni, dopo che il papà, nel 2013, si era separato dalla madre; le violenze, hanno raccontato, si sarebbero verificate sempre nelle ore pomeridiane, quando il padre le portava nella stanza da letto per il “riposino”. Entrambe sono state poi giudicate pienamente attendibili all’esito di una consulenza psicologica, mentre un’ulteriore consulenza medica ha stabilito che le violenze sono effettivamente avvenute. Gli inquirenti hanno anche trovato riscontri al racconto choc delle bimbe tramite le testimonianze di parenti e conoscenti.