Crediti deteriorati, Ue e Bce promuovono l’Italia: “Da voi calo maggiore”

Crediti deteriorati:

BRUXELLES. – La Ue e la Bce certificano gli sforzi fatti dall’Italia per ridurre i crediti deteriorati: secondo i nuovi dati, è il Paese che ha avuto il calo più ampio anche nel terzo trimestre 2017, scendendo a 12,1% rispetto al 16,1% dell’anno prima. Ma il numero è ancora molto elevato e la Commissione europea, chiamata dall’Ecofin a scrivere norme che aiutino lo smaltimento, interviene con la mano più morbida possibile.

Le misure, presentate un giorno prima di quelle Bce, prevedono anche accantonamenti ma solo per i nuovi prestiti che potrebbero deteriorarsi, emessi a partire da oggi. Sarà Francoforte ad occuparsi dello stock esistente, con interventi caso per caso.

La Commissione agisce su tre fronti. Il più delicato per le banche è quello che stabilisce norme prudenziali per combattere i rischi, ovvero nuovo capitale per garantire i crediti quando si deteriorano. Per coprire i prestiti senza collaterale (unsecured), le banche avranno due anni.

Nel primo anno dovranno coprirli del 35%, arrivando al 100% nel secondo. Quelli con collaterale (secured) dovranno essere coperti al 100% entro otto anni, con una progressione che sarà meno intensa all’inizio e più intensa dal quarto anno in poi. Per Bruxelles è una spinta a liberarsene.

L’altra misura incentiva gli accordi extra-giudiziali, ma solo per i prestiti coperti da garanzia reale erogati alle imprese, mentre il credito al consumo è escluso. Banca e debitore possono concordare in anticipo un meccanismo accelerato di recupero del valore dei prestiti coperti. La Ue punta poi a sviluppare i mercati secondari dove cedere npl, armonizzandone i requisiti.

C’è poi un altro aiuto, per quegli Stati che vogliono mettere su una bad bank a prova di aiuti di Stato: Bruxelles ha preparato uno schema orientativo applicabile da tutti. Per l’investitore finanziario ed editorialista Mario Seminerio le nuove regole sugli accantonamenti vanno “incontro alle esigenze dei Paesi con maggiore stock di Npl, tra cui il nostro”.

Anche perché secondo i tecnici Ue le richieste di capitale saranno neutre sui bilanci bancari, visto che cedendo npl si libererà spazio per nuovo credito. Ma l’Abi si riserva di studiare l’impatto delle nuove misure nel dettaglio, assieme a quelle della Bce.

(di Chiara De Felice/ANSA)