Schiaffo a Trump in Pennsylvania, vince candidato Dem

Il democratico Conor Lamb vince nelle elezioni suppletive in Pennsylvania per un seggio alla Camera Usa

WASHINGTON. – Uno schiaffo per Donald Trump. Ma anche un monito alla leadership democratica. La vittoria pur sul filo di lana del democratico Conor Lamb nelle elezioni suppletive in Pennsylvania per un seggio alla Camera Usa è un dato numerico importante, ma soprattutto una indicazione politica rilevante. E di segno doppio in vista della sfida per le elezioni di metà mandato a novembre, quando verrà rinnovata gran parte del Congresso.

Il 33enne ex marine Lamb l’ha spuntata per una manciata di voti (627), rimasti tra l’altro a lungo ‘in bilico’ tanto risicato è stato il vantaggio, al punto che i repubblicani si riservano ancora la possibilità di un riconteggio. Ma è accaduto in una circoscrizione conquistata nelle elezioni del 2016 da Donald Trump con un vantaggio del 20% circa. Un’impresa che i repubblicani e la Casa Bianca ridimensionano, affermando che il democratico ha corso da “conservatore”.

Non solo: a seggi appena chiusi erano già emersi i malumori alla Casa Bianca, raccolti dai media, sulla campagna del repubblicano Rick Saccone, deputato locale di 60 anni, giudicato a posteriori non particolarmente ‘giusto’ per quella corsa. Eppure Trump si era speso in prima persona per Saccone, con un appassionato comizio di oltre un’ora alla vigilia del voto, giocandosi anche la carta dei dazi su acciaio e alluminio in quest’area siderurgica nella zona di Pittsburgh, cuore della Rust Belt che nelle elezioni del 2016 aveva dato ragione all’urlo del tycoon.

Un bacino di voti questo su cui i repubblicani ed il presidente contano in vista delle elezioni di novembre, ma i cui umori potrebbero adesso sfuggire al controllo. Da qui le speranze dei democratici di rosicchiare terreno tra i delusi e gli indecisi. Su questo ha puntato Lamb, con una campagna elettorale moderata, cavalcando alcuni temi tipicamente dem (diritti dei lavoratori, sanità, equità economica) ma prendendo anche le distanza dalla leader alla Camera Nancy Pelosi, con una posizione più conservatrice – sulla questione calda delle armi per esempio – e senza fare mistero di non appoggiare la sua leadership.

Ha corteggiato così – ed evidentemente convinto – parte degli elettori di Trump. Ma ha anche mandato un messaggio chiaro a Washington e al partito democratico, che potrebbe adesso adottare questo ‘modello’ nella sfida ai repubblicani in stati come Arkansas, Kansas e Utah.

Washington resta intanto alle prese con gli scossoni in corso alla Casa Bianca: soltanto ‘scosse di assestamento’ garantisce Trump, che minimizza le voci di altri significativi cambiamenti nell’amministrazione mentre torna a lodare le sue due ultime scelte, Mike Pompeo al dipartimento di Stato e Larry Kudlow come suo consigliere economico: “Sarà straordinario”.

Questo mentre emerge che il presidente ha sostenuto – e ha ammesso di averlo fatto – con il premier canadese Justin Trudeau che gli Usa hanno un deficit commerciale con il Canada, senza sapere all’epoca se fosse vero. E se n’è vantato durante una cena di raccolta fondi in Missouri, secondo l’audio ottenuto e diffuso dal Washington Post. Poi su Twitter ha insistito che il deficit c’è, anche se a smentirlo ci sono i dati del dipartimento del commercio Usa.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)